Ieri Stati Uniti ed Unione Europea hanno stabilito di comune accordo le nuove sanzioni da imporre alla Russia.

Oggi ci uniamo all’Unione europea in risposta alle azioni illegali in Ucraina” ha detto il presidente Barack Obama. Tra poche ore i rappresentanti dei 28 stati membri dell’UE pubblicheranno il pacchetto contenente le sanzioni da adottare contro il Cremlino; le nuove sanzioni comprenderanno l’inserimento nella black list di altre 24 persone di cittadinanza russa (principalmente magnati e oligarchi) alle quali saranno congelati i beni e saranno negati ulteriori visti di ingresso. Verranno inoltre bloccati prestiti indirizzati alle cinque maggiori banche russe e alla sottoscrizione di obbligazioni emesse da sei grandi compagnie che operano nei settori dell’energia e della difesa. I servizi forniti per la ricerca e lo sfruttamento degli idrocarburi presenti nei fondali marini dell’artico verranno sospesi.

La risposta di Mosca non si è fatta attendere: l’inviato russo nell’Unione Europea Vladimir Chizhov ha annunciato che “alla Russia non rimane altra scelta che adottare contromisure”. La Russia, infatti, ha già predisposto diversi atti di ritorsione che consisteranno principalmente nella restrizione alle importazioni di automobili e prodotti tessili, consistenti, quindi, in sanzioni.
C’è una intera gamma di prodotti non agricoli che rende i nostri partner, in primo luogo europei, dipendenti da noi. Per esempio, le importazioni di auto, in primis auto usate, e certi tipi di prodotti tessili che siamo in grado di produrre da soli. Il ministero dello sviluppo economico russo ha già messo a punto una lista di questi prodotti, ma auspico che prevarrà il buon senso e che non dovremo introdurre tali misure restrittive” ha detto Andrei Belousov, consigliere economico del Cremlino.
Il portavoce del ministro degli esteri russo ha spiegato che Mosca adotterà tutte le misure necessarie affinchè gli USA e i paesi dell’Unione Europea riportino danni paragonabili a quelli causati all’economia russa.

In Ucraina, intanto, sono riprese a pieno regime le forniture di gas dalla Polonia. Nei giorni scorsi la società statale polacca dell’energia PGNiG aveva riscontrato un calo del flusso di gas proveniente dalla Russia. Il governo polacco e ucraino hanno accusato Mosca di aver sospeso il flusso deliberatamente per motivazioni politiche, ma il governo russo ha respinto l’accusa. La compagnia russa Gazprom, che si occupa dell’estrazione e della distribuzione del gas, ha fatto sapere che la riduzione del volume di gas è stata verosimilmente causata da problemi tecnici.

Bruno Formicola