“Un segnale molto forte, concreto e innovativo per i prossimi dieci mesi per la crescita” ha affermato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi in occasione della conferenza stampa di presentazione del Decreto Legge “Sblocca Italia”, firmato ieri dal Presidente Napolitano dopo quindici giorni dall’approvazione in Consiglio dei Ministri. “A differenza di quanto si legge, mettiamo a disposizione risorse vere: sono risorse già stanziate” ha poi ribadito, smentendo i presunti dissapori con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

Fondi che ammontano a 3,9 miliardi per un piano che è stato concepito per dar fiato all’edilizia e sbloccare una serie di opere pubbliche ben precise – e precisate nell’articolo 3 del decreto – e che verranno distribuiti tra strade, autostrade (il 47% corrispondente 1.832 milioni), ferrovie (il 25% corrispondente a 989 milioni, di cui il 14% per nuove tratte ad alta capacità e l’11% alla rete ordinaria). Poi 345 milioni alle metropolitane (Roma, Napoli, tramvia di Firenze), 134 milioni alle opere idriche (completamento del sistema idrico dell’Abruzzo e di quello Basento-Bradano, settore G), 90 milioni per due aeroporti (Firenze e Salerno) e infine 500 milioni per le opere dei Comuni. Per quest’ultima voce le opere beneficiarie rimangono da delineare, e saranno dunque i fondi destinati alle ristrutturazioni e alle trasformazioni urbane di cui, secondo Silvia Viviani – il presidente dell’INU, fortemente critico nei confronti del decreto uscito dal Consiglio dei ministri -, avrebbe fortemente bisogno il Paese per rilanciarsi.
Per le altre opere, elencate più precisamente nel decreto, non sono tuttavia indicate le cifre necessarie opera per opera che dovranno essere di volta individuate da un successivo decreto del ministro Lupi al quale lo stesso DL affida il compito di assegnare quanto dovrà essere stanziato a ciascuna opera. Tuttavia nella relazione tecnica il governo inserisce delle stime che sembrano suggerire al Parlamento che non saranno possibili modifiche delle risorse assegnate né delle opere beneficiarie indicate.

Queste risorse, che il Sole24Ore giudica eccessivamente modeste, potrebbero dunque essere integrate dalla prossima Legge di Stabilità. Al riguardo Maurizio Lupi ha evidenziato come i Comuni potranno fare investimenti in deroga al Patto di Stabilità, che risulterà dunque ulteriormente allentato.
Il Ministro sottolinea poi la capacità del decreto di sveltire le pratiche per le autorizzazioni, “sbloccando le innumerevoli opere ferme per intoppi burocratici” con la possibilità di creare migliaia di posti di lavoro.
Lupi si sofferma poi in particolar modo sul pacchetto casa, illustrandone gli aspetti più innovativi. Tra questi, il cosiddetto “Rent to buy”, che allarga ai privati le agevolazioni previste finora solo per gli alloggi sociali; le semplificazioni per le ristrutturazioni edilizie; le agevolazioni fiscali per chi investe in case al fine di affittarle a canone concordato, sul quale il governo punta per risolvere l’emergenza affitti.
Va via invece dal decreto la proroga del bonus del 65% per la riqualificazione energetica e del 50% per le ristrutturazioni che dovrebbe finire nella legge di stabilità. “Il Governo punta ad allargare l’ecobonus anche agli interventi antisismici” informa il ministro e precisa inoltre che chiunque usufruirà delle semplificazioni edilizie previste beneficerà intanto (fino al 2014) anche del bonus tuttora in vigore.

Roberto Davide Saba

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Roberto nasce a Cagliari nel 1988, studia Giurisprudenza nell'università della sua città e con entusiasmo si butta nella sua prima esperienza come giornalista e vignettista per Libero Pensiero. Le sue passioni sono il disegno e la lettura. Tra i suoi interessi ci sono la politica, il diritto, l'arte e la cultura.