Nel settembre 2009 Michel Platini, già presidente della UEFA (Union of European Football Associations), fu il principale promotore del fair play finanziario, idea che nasce in quanto le disparità tra i club del mondo del calcio moderno sono dovute principalmente a motivi economici e non sportivi. La spinta decisiva per la nascita del fair play finanziario fu probabilmente l’acquisto di Cristiano Ronaldo (notissimo talento portoghese) da parte del Real Madrid: la società spagnola lo pagò ben 94mln di Euro, mettendo in rilievo la disparità di potere economico di poche società con quello più modesto delle altre.

Secondo il 3 volte Pallone d’Oro francese: “Siamo sulla strada giusta (…) i numeri parlano chiaro. Le perdite dei club europei professionistici sono scese da 1,7 miliardi a 800 mln di Euro in 2 stagioni”.

Un bel 50%, insomma, risultato di tutto rispetto che fa ben sperare per il futuro, ma di fatto quanto si è ridotta la disparità economica tra i vari club del Mondo?

Come ha detto il Presidente dell’UEFA: “I numeri parlano chiaro”, infatti: 

  • il Manchester United, che milita nella Premier League, ha speso 264mln di euro durante la sessione estiva dell’ultimo calciomercato, di cui 85mln solo per Angel Di Maria dal Real Madrid, e 65mln (secondo la formula del prestito oneroso, ossia 10mln subito e 55 fra un anno) per Radamel Falcao, che militava nel Monaco.
  • il Real Madrid ha acquistato il colombiano James Rodriguez sempre dal Monaco per 80mln di euro.
  • in tutta la Ligue 1 (massima divisione del campionato francese) sono stati spesi 134mln complessivi, solo una cinquantina in più rispetto a quello che ha speso il Real per il cartellino di Rodriguez.
  • La Juventus, che negli ultimi 3 anni ha vinto il campionato italiano, ha speso 36mln per i propri acquisti, circa la metà del costo totale di Falcao.

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Nella fase finale della sessione estiva del calciomercato la Juventus aveva dimostrato interesse proprio per Falcao, salvo tornare sui propri passi a causa del costo di cartellino di quest’ultimo. Se è vero che il fatturato del Real Madrid, circa 600mln su base annua, permette al club spagnolo di spendere cifre iperboliche, ne consegue che il mondo del calcio(mercato) moderno è in mano a poche squadre egemoni che fanno il bello e il cattivo tempo date le enormi risorse economiche a cui possono attingere.

Nonostante si siano dimezzate le perdite dei club europei professionistici, come ha sottolineato Platini, le differenze tra il potere d’acquisto delle varie società sembra incolmabile: difficilmente ad esempio il Cesena, squadra neopromossa dal campionato cadetto italiano, con il suo milione di spese, riuscirà a competere nel prossimo futuro con un club che può acquistare un solo giocatore spendendo 85mln di Euro. L’ottimismo ostentato da Michel Platini ha sicuramente ragione di essere ed è indubbio che il numero uno dell’UEFA abbia fatto un lavoro egregio fino ad ora, ma occorre prendere provvedimenti ancor più drastici affinché il fair play finanziario diventi in grado di ampliare il numero di squadre in grado di competere sia a livello nazionale ma soprattutto internazionale.

 Santoro Luigi