Pare che soltanto in pochi abbiano messo in risalto il significato del Padre Nostro blasfemo in salsa socialista. Molte testate si sono infatti limitate a riportare la notizia come un semplice affronto alla Chiesa, riportando le lamentele ecclesiastiche. Nel gesto della delegata del governo venezuelano, c’è invece molto di più:

Chavez nostro che sei nel cielo, nella terra, nel mare e in noi. Sia santificato il tuo nome, venga a noi la tua eredità, per poterla noi portare ai popoli di qui e di più in la. Dacci oggi la tua luce perchè ci guidi ogni giorno, non ci lasciare cadere nella tentazione del capitalismo e liberaci dal male dell’oligarchia, del delitto e del contrabbando, perchè nostra è la patria, la pace e la vita per i secoli dei secoli. Amen, viva Chavez.

Questa preghiera è il culmine di un vero e proprio processo di canonizzazione – o per meglio dire di divinizzazione – del defunto leader socialista da parte del governo. Non una boutade, né il prodotto di uno “spirito creativo”, come si è subito affrettato a dichiarare il presidente venezuelano Maduro (bollando – com’è ovvio – le critiche come un segno dell’imminente ritorno dell’Inquisizione). Si tratta di un fenomeno tipico dei totalitarismi nei quali si verifica sempre un processo di sacralizzazione della politica che va di pari passo con una secolarizzazione forzata. Per quanto paradossale, le due cose sono strettamente connesse. Qualcosa di simile si riscontra anche nei paesi democratici, dove la secolarizzazione non è imposta dal governo. Anche se un’ideologia può sostenere il contrario, la dimensione del sacro è propria dell’uomo e non si può fare niente per estirparla. E il sacro ha il “terrore del vuoto”: se vengono meno le fedi tradizionali, qualcos’altro prende subito il loro posto. Per questo in Occidente si affermano sempre più svariate forme di superstizione, con grande successo di maghi, cartomanti, oroscopi ecc… Nei paesi totalitari, invece, è la politica che prende il posto della religione fino a diventare essa stessa una religione. Si pensi al culto di Lenin e alla decisione di Stalin di imbalsamarne la salma. Oppure proprio alla parodia del Padre nostro che si recitava nelle scuole del Terzo Reich, dove Hitler aveva preso il posto del Creatore:

Adolf Hitler tu sei il nostro Grande Fuhrer
Il tuo nome fa tremare i nemici
Venga il tuo Regno
Soltanto la tua volontà sia legge sulla terra
Facci udire la tua voce e comandaci per mezzo
dei tuoi capi,ai quali vogliamo obbedire con
l’impegno e per la vita! Lo Promettiamo.

La preghiera della deputata socialista è parte dell’evoluzione di un governo autoritario che tende sempre più al totalitarismo. Con riforme della scuola che puntano alla creazione del “nuovo cittadino”, prevedendo l’estromissione totale delle famiglie e della Chiesa dal processo educativo. Il tutto incassando la simpatia di non pochi nostalgici di sinistra che parlano del Venezuela con la stessa enfasi estatica con la quale discettavano dell’URSS negli anni Settanta. Gli stessi “laici” che si scandalizzano dei crocifissi nelle scuole pubbliche, ma non del Chavez Padre Nostro.

Ettore Barra