Il  premier Renzi, da Bari, dove è arrivato per inaugurare la Fiera del Levante, si pronuncia sull’Europa, affermando il bisogno di “chieder conto della promessa di Juncker sul piano di 300 miliardi di euro” chiedendo – nella giusta pretesa di puntualità – quando sarà elargita la somma, che viene assicurata dal Commissario europeo per gli affari economici e monetari Jyrki Katainen, il quale afferma “Ci stiamo lavorando“. Lo stesso risulta essere molto ottimista a riguardo dell’Italia, affermando che “ha un’agenda di riforme molto ambiziosa, che è quella di cui c’è bisogno. Se verrà implementata tutta, darà una forte spinta all’economia“.

Il presidente del Consiglio, inoltre, si rivolge -alla luce dei miliardi di euro che la BCE ha messo in circolo – “alle pmi, alle partite iva, agli artigiani e a chi prende il mutuo” invitandoli “ad avere progetti seri“, per poi rivolgersi alle banche, che devono finanziare gli stessi e correre rischi, “perché se fai il banchiere devi correre rischi“, andando a delineare l’immagine di un Italia responsabile e coscienziosa dei propri impegni nell’affermare che “noi i soldi sappiamo dove metterli: nell’edilizia scolastica, nella banda larga e nelle opere contro il dissesto“, per poi aggiungere il ruolo del governo nel verificare che i soldi dati dalla BCE alle banche “agevolino veramente le imprese”.

Un altro tema affrontato da Renzi è l’affidabilità, ribadendo che l’Italia rispetterà i paletti di bilancio dell’Unione Europea in merito al patto di stabilità e di crescita, e che la stessa non deve esser vista “come nostro nemico, giudice o professore“. A questo proposito, è stata smentita sia dal ministro delle Finanze olandese, Jeroen Dijsselbloem, che dal finlandese Jurki Katainen l’ipotesi che all’Italia sia stato chiesto un nuovo impegno scritto a rispettare i vincoli di bilancio.

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Da Milano, invece, al termine della riunione informale del Consiglio Economia e Finanza della Ue, arrivano notizie sulla legge di Stabilità che sarà, da quanto dichiarato dal Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, all’insegna della crescita, favorendo la competitività e “confermando i tagli di tasse che già abbiamo introdotto“.

Padoan ha inoltre affermato il ruolo-chiave degli investimenti, che possono essere sbloccati da riforme strutturali e “costituiscono la via maestra per la crescita“: in questo quadro, ruolo preponderante viene assunto dagli investimenti privati,  che rappresenteranno delle risorse per gli investimenti in Europa, mentre gli investimenti pubblici avranno una funzione di leva, di “catalizzatore e attivatore dell’attività privata“. Risulta importante dunque pensare a misure che facilitino gli investimenti, affermate dallo stesso Padoan, come “la semplificazione regolamentare, gli incentivi, il miglior uso delle risorse pubbliche”.

Il ministro si sofferma anche sull’importanza della supervisione di Bruxelles sulle scelte dei vari paesi, che viene interpretata come “uno strumento utile, perché alla fine è un controllo reciproco tra paesi che si scambiano esperienze“. Così, il controllo non risulta essere uno strumento di controllo, ma piuttosto “un elemento di approfondimento“.

Morena Grasso