Chiunque arrivi a Napoli, non può fare a meno di provare tre cose: il babà, la sfogliatella e la pizza. Una triade di fama internazionale che fa vantare i suoi cittadini di gusti che hanno preso forma da lunghe tradizioni. Tradizioni che spesso vengono tramandate e mai scoperte per davvero. Sicuramente è capitato a chiunque passare per via Toledo, o qualsiasi strada di Napoli, e rimanere affascinati dall’odore della sfogliatella, ma qual è la sua storia? C’è chi dice che per prepararla bisogna armarsi di tanta pazienza o quasi di un “dottorato”, una ricetta che può sembrar semplice solo per chi non l’ha mai testata!

La storia della sfogliatella non è una storia inventata e ne fa parte di una leggenda metropolitana bensì è una lunga avventura culinaria ben ricostruita. Tutto inizia dalla costiera amalfitana, o meglio nel monastero di Santa Rosa. Un luogo sacro senz’altro, ma che non tralasciava la passione per la cucina. Bisogna fare un salto nel tempo e tornare a 400 anni fa, quando in cucina, la suora addetta al pranzo, si accorse che era avanzata un po’ di semola cotta nel latte versandoci così dentro, frutta secca, zucchero e liquore al limone il tutto chiuso in due sfoglie di pasta con strutto e vino bianco. La Santa rosa, il dolce prese il nome della suora, venne proposto ai contadini della zona riscuotendo molto successo e fu così che ben dopo centocinquant’anni e ben sessanta chilometri arrivò a Napoli. Il merito è sicuramente di Pasquale Pintauro che con la bottega in Via Toledo entrò in possesso della ricetta originale, ma il suo lavoro non finì qui. Egli la modificò facendole prendere la forma che oggi tutti conosciamo.

Oggi la sfogliatella si può degustare in qualsiasi pasticceria di Napoli insieme alla sua variante più famosa, la cosiddetta “riccia”. Gli anni passano e per gli amanti delle vere tradizioni non può mancare la tappa all’antica bottega di Pintauro che non ha mai cambiato collocazione. Ci sono cuochi che si cimentano in ricette ardue e ci riescono anche molto bene, ma nonostante ciò non tutti riescono nell’impresa della sfogliatella. Si dice infatti che nel lavorarla non basta la bravura, importante è l’esperienza e il movimento delle mani che deve elaborare e lavorare con fatica.

Attenzione, quindi, a chiunque si trovi nei pressi di Napoli perché potreste essere avvolti da profumi e aromi di sfogliatelle appena sfornate e restare incantati dalla croccante pasta sfoglia ancora calda. L’importante è non dimenticarsi di assaporare ogni minimo aroma per viaggiare con la mente e riportarsi a 400 anni fa.

Buon viaggio.

Carmela Davide