14 Settembre – Scintille contrastanti scoppiettano all’interno del partito Forza Italia, tra la tesoriera di un patrimonio politico destabilizzato, Maria Rosaria Rossi e l’europarlamentare Raffaele Fitto. Ciò accade perché a redimere le proposte di opposizione scomoda del PD è un nuovo personaggio che inneggia alle primarie. Infatti dopo le dichiarazioni della Rossi secondo cui “chi non rispetta la linea di partito (e non versa i contributi) non sarà ricandidato”, l’europarlamentare Fitto ricava spazio mediatico per sostenere tesi di speranzosa opposizione.

“Noi dobbiamo incalzare il governo. Ma se la percezione è quella di un’opposizione silenziosa che rischia di perdere credibilità, dobbiamo riposizionarci.” Parole durissime che sono l’eco del rammarico di circa 9 milioni di elettori andati perduti, tra seggi Grillini e palinsesti perplessi.

E dopo essersi difeso dagli attacchi della tesoriera, che elemosina spiccioli per le casse del partito come segno di riconoscimento al Cavaliere, Fitto organizza la sua ostinata lotta, inneggiando ad un contrasto governativo fortissimo, e sulle azioni di Renzi si esprime duramente: “E’ interessante verificare che molti dei temi e delle solenni promesse per il Sud della sua campagna elettorale europea siano da lui stesso ormai totalmente dimenticate e rimesse nei cassetti, come per esempio l’esclusione dal conteggio del patto di stabilità della quota di cofinanziamento nazionale”

A riguardo delle rappresentanze alla consulta invece, dopo il ritiro in panchina di Antonio Catricalà e tra le preferenze del PD per Luciano Violante, egli dichiara che “il voto è stato molto complesso tra i diversi gruppi parlamentari. Attribuire alle sole divisioni di FI l’esito della votazione sarebbe un errore. C’è un problema in diversi gruppi a partire dal PD”. Un’eventuale soluzione? “I gruppi parlamentari devono essere maggiormente coinvolti. Servono maggiori momenti di dialogo.”

Nel frattempo le tensioni interne si irrigidiscono, tra le dichiarazioni di eventuali fallimenti economici e quelli di legittimità alla libertà di pensiero, e tra una fumata nera e un gossip non ci resta che attendere nuove indicazioni sui nomi da presentare alla consulta, direttamente da Arcore.

Alessandra Mincone