Partono oggi su Libero Pensiero analisi e riflessioni sulle squadre che si apprestano ad affrontare una nuova lunga ed entusiasmante stagione in NBA.

La nostra analisi parte dalla Northwest Division nella West Conference, la division di Durant, Lillard e Gallinari.

  • Oklahoma City Thunder, quintetto di partenza: Westbrook, Morrow, Durant, Ibaka, Perkins; coach: Scott Brooks.

I Thunder, che ripartono dalle finali di conference della scorsa stagione, dove furono sconfitti dagli Spurs poi campioni, e dal titolo di Mvp della regular di KD, sono una delle squadre più quotate alla vittoria del titolo e puntano decisamente alla conquista dell’anello. L’impressione è che gli Okc si siano indeboliti rispetto agli anni passati: la panchina ed il reparto lunghi lasciano a desiderare non poco (fatte le dovute eccezioni per Serje Air Congo Ibaka), con Morrow unico innesto di rilevanza e Steven Adams (ventunenne lungo neozelandese) su cui la dirigenza scommette parecchio. I tempi in cui i Thunder erano considerati giovani e promettenti sono andati: ora per Westbrook e Durant è giunto il momento di vincere qualcosa di importante ma per farlo avranno bisogno di ritrovare la vecchia alchimia dei primi anni, abbandonare reciproci egoismi e pensare più alla squadra che alla propria individualità.

  • Minnesota Timberwolves, quintetto di partenza: Rubio, Martin, Wiggins, Young, Bennet; coach: Flip Saunders.

I Timbervolwes sono stati coinvolti nella trade più importante del mercato, quella che ha portato in Ohio Kevin Love e ha spostato a Minnesota le ultime due scelte numero 1, Wiggins e Bennet. Dire che la squadra si è indebolita è un azzardo, perché se Minnesota troverà il giusto equilibrio e se i giovani matureranno in fretta, significa poter puntare nei prossimi anni a qualcosa di davvero importante. Coach Saunders sarà incaricato di far esplodere tutto il talento di Wiggins e di convincere Bennet di esser un giocatore degno della first pick dello scorso capionato, dopo un anno non certamente brillante a Cleveland. In cabina di regina, Rubio dovrà alzare il suo livello di rendimento: dal talento spagnolo ci si aspettano prestazioni più costanti ed all’altezza delle sue potenzialità. L’obiettivo della franchigia è di raggiungere i playoffs, sfumati d’un niente l’anno scorso, ma a lungo termine la nuova stagione rappresenta per Minnesota l’anno zero per piantare le radici per un futuro importante.

  • Portland Trail Blazers, quintetto di partenza: Lillard, Matthews, Batum, Aldrige, Lopez. Coach: Terry Stotts.

Squadra titolare praticamente invariata rispetto la passata stagione per i Trail Blazers di Portland. Lillard ed Aldridge vogliono stupire ancora e puntare più in alto rispetto al secondo turno dei playoffs raggiunti lo scorso anni (spazzati via senza troppi fronzoli anche loro dagli Spurs). Il mercato ha portato 2 recenti giocatori dei Lakers, Blake (ultima parte di stagione ai Golden State Warriors) e Chris Kaman, che serviranno a portare energia e centimetri alla panchina, ma soprattutto esperienza per una squadra che nello scorso campionato ha dimostrato tutti i suoi limiti nella post season. L’obiettivo di migliorarsi è arduo, vista la spietata concorrenza che si ritrova in West Conference ma le due stelle dell’Oregon dovranno provarci con tutte le loro forze, magari puntando in un posto più alto rispetto al quinto dell’anno precedente per sperarare in un incrocio più benigno nei playoffs.

  • Denver Nuggets, quintetto di partenza: Lawson, Afflalo, Gallinari, Faried, McGee; coach: Brian Shaw.

Dopo le 10 apparizioni consecutive ai playoff, i Nuggets nella stagione 2013/2014 hanno deluso parecchio, complici gli infortuni. Quest’anno la squadra del Colorado ritrova Afflalo (dopo una partentesi ad Orlando) e soprattutto il nostro Danilo Gallinari, fermo ai box da 18 mesi. Faried ha conquistato tutti al Mondiale in Spagna grazie alla sua energia ed esplosività: i Nuggets con Robinson in panchina pronto a subentrare da sesto, saranno una delle squadre da tenere più a bada, soprattutto in contropiede, dove possono far male. Ritorno in campo anche per Javalone McGee, da cui quest’anno ci si aspettano più giocate importanti e meno highlights per Shaq. L’obiettivo è centrare i playoff. Sarà dura, ma la WC promette spettacolo.

  • Utah Jazz, quintetto di partenza: Burke, Burks, Hayward, Favors, Kanter; coach: Quin Snyder.

Gli Jazz partono dal penultimo posto dello scorso anno e salvo sorprese, lì resteranno. Il draft ha portato il promettente australiano Exum, classe ’95, che ad onor del vero ai mondiali ha deluso un po’ le aspettative. Sulla carta la franchigia di Salt Lake City sta piantando le basi per costruire un roster giovanissimo e futuribile, ma al momento sono davvero ridotte all’osso le speranze di vederla protagonista nella prossima stagione. Burke e Hayward avranno il compito di gestire le redini della squadra, mentre sotto canestro Kenter dovrà confermare e migliorare quello che di buono ha mostrato lo scorso anno. Il vero problema della franchigia resta però la dirigenza, che da un paio d’anni a questa parte manca di un solido piano d’investimenti per il futuro, recando non poche delusioni ai tifosi e prestazioni davvero opache a tutti gli amanti della pallacanestro. Bocciati.

Fonte immagine in evidenza: news.bangthebook.com

Morlando Domenico