Primo vero e proprio attacco da parte degli Usa contro i miliziani dell’Is. Dopo l’incontro nella giornata di ieri arriva l’appoggio alle forze locali che combattono lo Stato Islamico. I raid statunitensi si sono concentrati su Bagdad, sostenendo le forze irachene che avevano chiesto un intervento militare da parte dell’Occidente.

I primi voli sull’Iraq sono stati fatti dalla Francia, ma erano soltanto di ricognizione. Proprio nella giornata di ieri c’è stata la conferenza tra gli stati occidentali e alcuni arabi, per cercare di capire come organizzarsi per un patto di alleanza contro Is.

Sul fronte intervengono molte forze, fino ad oggi gli statunitensi sono scesi in campo solo per proteggere gli interessi e il proprio personale, mentre cercava di aiutare gli sfollati e garantire la sicurezza delle infrastrutture. Se si contano i raid degli statunitensi a partire dall’inizio del mese di agosto, si arrivano a contare 160 attacchi aerei.

Is ormai continua ad allargarsi in Siria ed in Iraq, tanto da diventare autosufficiente dal punto di vista economico, preoccupa la loro metodologia, dopo il terzo inviato decapitato.

Interviene anche Al Qaeda, cercando di invitare a ragionare i miliziani dell’Is: ha infatti oggi chiesto ai militanti di rilasciare l’ostaggio britannico Alan Henning.

L’Isis rappresenta ”una minaccia globale che non conosce confini, siamo tutti d’accordo sulla necessità di agire insieme, sul senso di urgenza: fare presto, fare insieme”: lo ha detto il ministro degli Esteri, Federica Mogherini.

Sergei Lavrov, invece, da Mosca assicura che anche la Russia “darà un contributo” all’impegno militare. “Abbiamo un contributo da apportare allo sforzo congiunto, ma lo faremo con un obiettivo più ampio: la preparazione di un’analisi approfondita della situazione”.

A destare preoccupazione è la posizione dell’Iran, il quale avrebbe dichiarato che “I jihadisti non possono essere sconfitti senza la collaborazione del regime di Damasco”. Questa è la posizione di Teheran e Siria, non presenti alla conferenza di Parigi.

Luca Mullanu