Lo dice il Leader del Sindacato della Fiom, Maurizio Landini, nel momento in cui il Presidente del Consiglio Matteo Renzi sta preparando un decreto apposito proprio sull’Articolo 18. Lo strappo potrebbe essere inevitabile, viste le conferme da parte di tutti i membri del governo sulla questione dell’articolo dello statuto dei lavoratori. Intanto, oggi, al direttivo Cgil, Landini conferma che “lo sciopero generale sarà uno dei temi sul tavolo”, il quale poi aggiunge che l’obiettivo è quello di sostenere i lavoratori, non “contrapporre precari e non precari”.

Si conferma una lunga e tortuosa strada per il Governo, il cui obiettivo sarebbe quello di preparare un contratto a tutele crescenti, ma il decreto sull’Articolo 18 “non è la strada giusta” afferma ancora Landini. Proprio il leader della Fiom avverte Renzi: “Pensare di intervenire con decreto sulla riforma del mercato del lavoro è un errore molto grave e se questo serve per cancellare l’articolo 18 sarebbe uno strappo inaccettabile, un atto contro parti sociali e il Parlamento. Credo che il Governo debba avere diritto di decidere, non ci devono essere veti, ma non può essere l’opposto, cioè pensare di avere una ricetta infallibile”.

Le tutele progressive “vanno bene”, ma “devono essere estese a tutti, i diritti non vanno diminuiti”. Sul rischio che il premier possa chiudersi a riccio, cercando lo strappo, Landini provoca Renzi: “Se vuole strappare, lo faccia per far ripartire gli investimenti. Il problema di questo Paese infatti è che le aziende non assumono perchè non hanno da lavorare”. Il governo quindi compia “un primo strappo vero per far ripartire gli investimenti e la politica industriale” .

Landini non è solo, anche dall’interno del Partito Democratico fioccano critiche molto forti contro il Segretario e Presidente del Consiglio, lo stesso Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro, spiega: “Abbiamo ribadito in più occasioni la nostra contrarietà ad avere nella delega sul lavoro una riscrittura complessiva dello Statuto dei lavoratori e la cancellazione dell’articolo 18”.

Non è da meno Stefano Fassina, il quale tramite il suo blog sull’Huffington Post afferma che le politiche sul lavoro di Renzi sono rappresentative del “linguaggio della destra. Tutti vogliamo eliminare le differenze di diritti tra lavoratori di serie A e di serie B. Ma la soluzione di allineamento prospettata da Renzi, per Decreto Legge sullo Statuto dei Lavoratori in caso il Parlamento avesse una posizione diversa, è la stessa invocata e adottata in questi anni dalle destre e dalle sinistre subalterne e, inevitabilmente, perdenti in tutta Europa: portare tutti in serie C!” 

Nella serata di ieri, però, Renzi, durante la direzione del Pd, è tornato a parlare di lavoro e Jobs act “La riforma non si sintetizza nella discussione sull’articolo 18 sì o no, che va fatta una volta per tutte, ma dovrà avere un primo pacchetto sul sistema ammortizzatori. Se li cambi per rendere le tutele meno inique ti servono più soldi e per questo farei una direzione ad hoc che leghi la spending review con il mercato del lavoro”. Ma il discorso del Premier sull’Articolo 18 non convince nemmeno Angeletti della Uil “È inutile in termini di creazione di posti di lavoro”. L’unica voce a favore arriva da Confindustria:  “anche l’articolo 18 deve essere oggetto di una revisione, non deve essere il punto di partenza della discussione ma il punto di arrivo”.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.