NAPOLI- Nella giornata di ieri, la nave più grande al mondo, Oasis of the Seas della Royal Caribbean, ha attraccato a Napoli.
Moltissimi i turisti attesi.

Il Comune di Napoli ha organizzato un imponente comitato d’attesa: volontari della protezione civile al Porto di Napoli hanno coadiuvato la polizia municipale per il controllo del traffico e per rendere sicuri gli attraversamenti pedonali. La novità più grande è stata, però, l’accoglienza riservata ai turisti. Grazie al lavoro dell’Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli, sono state coinvolte ben tre associazioni giovanili per dare il benvenuto ai turisti: “Agorà Arte” che ha organizzato un concerto di musica napoletana nel cortile del Maschio Angioino; “Sii Turista Della Tua Città” che ha accolto i turisti all’interno del Porto con fiori indicando loro i percorsi consigliati dalle brochures, e l’associazione “Tuteliamoci” che ha atteso i turisti lungo i percorsi turistici per offrire loro ogni supporto ed assistenza linguistica” e logistica” –ha dichiarato l’Assessore Alessandra Clemente in un post su Facebook.

”In particolare, l’associazione Tuteliamoci, fondata da un gruppo di studenti dell’Università degli Studi di Napoli l’Orientale, con ben 55 studenti, ha aiutato i turisti fornendo loro un supporto linguistico senza precedenti: giovani che danno indicazioni nelle lingue madri (cinese, russo, francese, tedesco, spagnolo ed inglese) non è uno spettacolo che si vede ogni giorno a Napoli. Anzi, è difficile per uno straniero trovare qualcuno che sia capace di parlare a stento l’inglese, figurarsi le altre lingue.
Invece, quest’associazione ha dimostrato che lo studio delle lingue può essere un supporto logistico fondamentale per il rilancio del turismo della città. Proprio per questo, il Comune dovrebbe anche prevedere qualche compenso a dei giovani che si prestano per una giornata intera a migliorare l’immagine di Napoli” -ha dichiarato estasiato Ivano Stella, uno degli organizzatori dell’evento, nonché uno dei fondatori dell’associazione nata mesi fa all’Orientale.

Marco Di Domenico