Appena un anno fa, Confindustria stimava per il 2014 una crescita del PIL dello 0,2%, mentre ora si afferma un calo dello 0,4%. Questa contrazione del PIL risulta essere, come riporta l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l’unico dato negativo tra i Paesi del G7. L’organizzazione conferma poi che la ripresa non solo in Italia, ma nell’intera zona euro resterà, almeno nel breve termine, frenata.

Anche l’agenzia di rating Standard and Poor’s, in un rapporto dedicato all’Eurozona, boccia l’Italia sulle stime del PIL del 2014, prevedendo una crescita pari a zero contro lo 0,5% previsto a Giugno. L’agenzia sposta poi l’attenzione sulle misure annunciate a Marzo dal governo Renzi, inerenti agli 80 euro e al pagamento dei debiti della P.A, che “non hanno avuto effetti sui consumi in Italia”; alla luce di ciò, le nuove stime sulla crescita dei consumi dovute a queste misure sono calate dallo 0,3% allo 0,1%.

Nonostante ciò, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, durante una registrazione del programma televisivo “Porta a Porta” conferma una linea di pensiero positiva, affermando che “Può darsi che quest’anno avremo un numero (del PIL) negativo, ma sarà molto più piccolo del passato” e, in merito al futuro, precisa cherisalirà già dal prossimo anno e in misura crescente dagli anni successivi”. La chiave per affermare questa ascesa, secondo il ministro, sarebbe rappresentata da misure di rilancio di competitività e degli investimenti.

Il rapporto sugli scenari economici italiani di Confindustria dà l’immagine di un Italia in assestamento, seppur Luca Paolazzi commenta le nuove stime ponendo l’attenzione sul 2015, prevedendo in modo ottimistico un +0,5% del PIL, che tuttavia rimane “Tutto da conquistare“.

Per quanto riguarda l’indebitamento della P.A. stimato dalla stessa Confindustria, questo risulta essere in linea con i vincoli europei, e sarà in lieve calo il prossimo anno (dal 3% di quest’anno al 2,9% del 2015).

 

Morena Grasso