Oggi dalle 10 alle 19 sarà possibile votare alle primarie M5S per scegliere il candidato presidente della regione Emilia Romagna sul blog di Beppe Grillo.
C’era molta attesa per la pubblicazione delle liste a seguito della probabile esclusione di Andrea De Franceschi, attualmente capogruppo del Movimento alla Regione Emilia. Risultato incandidabile poiché indagato nell’inchiesta “spese pazze”.

Una norma non scritta del Movimento ha previsto che non si possono candidare persone iscritte nel registro degli indagati sancendo la sua esclusione. Pizzarotti ha dichiarato che si tratta di una scelta “ad hoc” per escludere la candidatura di De Franceschi. Che ha commentato “nel caso risultassi effettivamente indagato in quanto capogruppo, va reso noto a chi vuole strumentalizzare la cosa che è un atto d’ufficio obbligatorio se si vuole accedere al bilancio di un gruppo consiliare, di cui io sono responsabile penalmente”.

La sensazione che l’esclusione di un candidato sia stata decisa dall’alto non va giù a nessuno.
Infatti Davide Bono, primo indagato M5S, ha dichiarato “Sì, sono stato raggiunto da un avviso di garanzia anche io (nessun gruppo è stato risparmiato). Fa un certo effetto trovarsi ad essere il primo eletto m5s raggiunto da un avviso di garanzia.
Soprattutto pensando ai ragionamenti che tutti abbiamo sempre fatto sui politici indagati. In effetti questo dovrà farci ben riflettere e imparare a distinguere nettamente tra indagini e rinvio a giudizio”
. Addirittura il consigliere comunale di Torino Bertola ha provocatoriamente “Sono atteggiamenti che, dall’interno, spingono il M5S a diventare un partito”. Mai frase fu più forte considerando l’avversione del Movimento per i “vecchi partiti”.
Gli appartenendi al M5s di ogni parte d’Italia chiedono che procedura e risultati del voto siano certificati da un ente terzo, e che tale certificazione venga resa pubblica. In questo modo si mette in discussione l’autorità di Grillo.
Ancora di più con il documento per il “boicottaggio” della campagna elettorale regionale firmato da: i deputati Giulia Sarti, Mara Mucci e Paolo Bernini, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti e i suoi consiglieri comunali e quaranta dissidenti.
Nel documento si legge “Non si introducono nuove regole e non si fanno fuori le persone arbitrariamente. Visto l’esito e il mancato confronto che dovrebbe stare alla base di qualsiasi movimento politico, specialmente il nostro, annunciamo che non parteciperemo attivamente alla campagna elettorale per le regionali dell’Emilia Romagna. Questa volta, non faremo rete sul territorio”. Poi aggiungono “l’inserimento non votato di un criterio ad escludendum, pericoloso e di difficile attuazione (se non eventualmente normato)”.
La tensione sale sempre di più all’interno del M5s e si aspettano dichiarazioni o reazioni di Grillo o Casaleggio, salvo nuove espulsioni.

Ferdinando Paciolla