Lo SNP – Scottish National Party – è il Partito che sta portando avanti la lotta per l’indipendenza della Scozia. Il Partito, il cui Segretario è Alex Salmond, nel suo programma politico ha sempre previsto, in piena campagna elettorale, il referendum per staccarsi dal Regno Unito. In Scozia la destra non esiste e i conservatori hanno pochi voti. Sia lo SNP che i Labour rappresentano il centrosinistra, ma lo Scottish National Party ha una forte connotazione socialdemocratica con cenni nazionalistici. Si tratta, quindi, di una socialdemocrazia classicamente scandinava.

Per questo motivo, le grandi differenze con Londra si basano soprattutto sulle politiche economiche, ma non sono da ignorare le differenze sulla politica estera. Lo SNP è il partito di maggioranza dal 2007. Tra Londra ed Edimburgo le differenze sulle politiche economiche sono molto accentuate, poiché le politiche thatcheriane che Londra ha imposto sono invise agli scozzesi. Staccarsi da Londra significa non doverle più subire e, sul piano europeo, comporta il contrasto delle politiche di austerità. In più, lo SNP è un partito fortemente europeista e auspica la possibilità di una membership all’interno dell’Ue.

In aggiunta a ciò, la Scozia è una nazione che, in materia di politica estera si colloca accanto ai movimenti pacifisti. Da sempre contraria alle guerre in Iraq e Afghanistan, promuove una revisione della strategia americano-britannica nei teatri di guerra, senza escludere l’opzione del ritiro. Sul piano politico e fiscale, ad esempio, lo SNP propone il totale regime fiscale, pretende, quindi, che le tasse degli scozzesi restino in Scozia. Ma, ad accentuare le grandi differenze, il partito nazionalista scozzese supporta le unioni civili e crede fermamente nel miglioramento dell’assistenza all’infanzia e della sicurezza sociale.

Dal punto di vista economico, comunque, non va sottovalutata la grande importanza che rappresenta la Scozia per l’Europa. Essa avrebbe il controllo di oltre l’80% del petrolio e del gas del Mare del Nord, ma non beneficerebbe più della redistribuzione del reddito britannico e dovrebbe invece accollarsi una quota del debito complessivo del Regno Unito, cosa che, comunque, non preoccupa Alex Salmond.

Secondo le stime, del resto, avere il pieno controllo dell’economia, imporre un proprio regime fiscale, con una popolazione di circa 5 milioni di persone, non sarebbe troppo complesso. Anche nella prima fase, la più dura. La Scozia potrebbe diventare una dei fornitori leader di elettricità a livello mondiale grazie alle sue numerose risorse naturali che consentono l’energia sostenibile e per questo settore si verrebbero a creare numerosi posti di lavoro. Inoltre, con l’indipendenza, servirebbero uffici fiscali, motorizzazione e altri che ora sono centralizzati.

Ma non è tutto così semplice, in Europa, finanziariamente, nonostante la Scozia adottasse l’euro, la nazione dovrebbe rinegoziare il suo ingresso nell’Unione europea, così come alla Nato e all’Onu. E Londra, in sede Ue, avrebbe un diritto di veto sull’ammissione degli scozzesi.

A prescindere dal risultato il referendum ha una portata storica, perché significa che un gruppo di persone all’interno di uno stato legittimato può richiederne la disgregazione senza la forza. Ciò comporta che, stabilita la violazione dei confini nazionali è come se si aprisse il vaso di Pandora. Se dovesse vincere il sì, il day after potrebbe rappresentare una dura sconfitta per Londra: dimissioni della prima linea parlamentare inglese e disgregazione del Regno Unito. We will see.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.