Novità importanti all’interno del mondo del lavoro. Sempre più incline alle pressione europee e alla voglia di ricompattare il welfare state, il premier Renzi, nonostante i rumors dei giorni scorsi e la mancanza di un annuncio ufficiale, si è ormai indirizzato verso il modello tedesco.

I decreti e gli emendamenti presentati dovrebbero entrare in vigore il prossimo anno, nel 2015, portando interessanti e incisive soluzioni al problema della disoccupazione in Italia. Seguendo l’esempio della Germania, infatti, nel modello ideato c’è la chiara volontà di istituire anzitutto un’Agenzia Nazionale per l’Impiego, che si andrebbe a contrapporre parallelamente all’Agenzia Federale per l’Impiego istituita con la riforma Hartz nell’ormai lontano 2005, quando la disoccupazione in Germania aveva toccato più di cinque milioni di individui.

Certo, in confronto ai tassi di disoccupati in Italia (che si aggirano attorno al 12.6%), 5 milioni di persone senza lavoro non sembrano molte, eppure grazie alla riforma del lavoro varata quasi 10 anni fa, è stato possibile far diminuire il numero dei disoccupati a favore degli occupati, creando per l’appunto un’Agenzia capace di indirizzare gli individui sfruttando le loro competenze lavorative e al tempo stesso creando dei mini-jobs con una retribuzione mensile pari a 450 euro. Nonostante questi ultimi vengano tutt’oggi abbastanza criticati in Germania, la riforma attuata ha comunque fatto bene al Paese, portando la disoccupazione a scendere e ad assestarsi sui tre milioni di individui senza lavoro.

L’Italia come la Germania, quindi, ancora una volta a prendere spunto da un Paese d’oltralpe, istituendo non solo un’Agenzia Nazionale per l’Impiego, ma anche sussidi universali al posto del reintrego lavorativo. Chi perderà il lavoro, infatti, si vedrà riconosciuto un sussidio pari all’ultima retribuzione e all’anzianità lavorativa. Gli ostacoli, soprattutto su quest’ultimo punto, sono molti e irti.

I neodisoccupati, infatti, nonostante questo sussidio, dovranno comunque attivarsi nella ricerca di un nuovo lavoro e accettare il primo impiego plausibile. In caso di rifiuto la pena è pari ad una decurtazione dello stesso sussidio o ad una totale sospensione di quest’ultimo. Inoltre bisogna fare i conti con i centri per l’impiego, le Regioni e l’Imps.

Insomma, ostacoli non di poco conto, ma che non sembrano comunque spaventare il governo Renzi, che continua imperterrito sul suo modello tedesco

Intatta resterà invece la cassa integrazione ordinaria, ma dal 2016 scomparirà la cassa integrazione in deroga e dal 2017 verrà abolita anche l’indennità di mobilità. Infine si affronterà anche il tema dell’orario lavorativo. L’intenzione, difatti, è quella di diminuire le ore di lavoro tramite i contratti di solidarietà in modo tale da aumentare l’organico. Inoltre, un’ultima novità di cui avevamo già parlato nei giorni scorsi, saranno le ferie solidali, quest’ultime ispirate al modello francese.

Maria Stella Rossi