In arrivo, in Lussemburgo, una iniziativa che farà sicuramente discutere: oggi, infatti, ha aperto il ‘freeport’ di Lussemburgo, ovvero un luogo, dove, collezionisti di arte e di beni di lusso potranno depositare, in un ‘fortino’ di 22 mila metri quadrati, i propri beni preziosi, con non solo la sicurezza di una custodia al riparo da ladri o simili, ma, anche, esentato da IVA e tasse doganali e ciò, ovviamente, lascia perplessi.
Il principale patrocinatore, Yves Bouvier di questa cosa, però, dichiara:
“Il Freeport lussemburghese risponde alle esigenze del mondo dell’arte globalizzato, i collezionisti ed investitori non troveranno un posto migliore per albergare, mostrare e scambiare le loro opere e beni di valore in tutta sicurezza”

Aggiunge David Arendt, direttore esecutivo del progetto, sulla possibilità illegalità di questa operazione, che “La normativa Ue permette di creare zone franche a statuto fiscale particolare” e “sono un centinaio nei 28 Stati membri, ci sono anche in Italia a Trieste (precisamente il porto) e Venezia. La nostra zona franca prevede una sospensione della tassazione indiretta, ossia dell’IVA e dei diritti doganali” , dando priorità ai controlli, che “garantiti da un ufficio della dogana lussemburghese” il quale sarà presente nella stessa struttura, per assicura che le opere siano tracciabili e, perciò, contrastando il riciclaggio di opere d’arte, una vera e propria piaga in questo mondo.

Il disegno della struttura costruita in Lussemburgo, il design e il restauro delle opere custodite sono stati affidati ad italiani, rispettivamente a Carmelo Stendardo, la Flos  e Nicola Restauri di Aramengo, in provincia di Asti.

Il progetto viene dopo che, il Lussemburgo, si era impegnato a finanziare e sostenere numerosi progetti del genere in Asia, ora viene importato nel paese, provocando, come detto, discussioni e accoglimenti diversi.
Sicuramente il successo è già stato segnato, in quanto già l’80% degli spazi disponibili è già stato affittato, dimostrando, quindi, che l’idea è sicuramente buona e attraente capitali, anche in questa epoca di crisi.

Fabio Scala