Seconda parte dell’analisi dedicata alla nuova stagione NBA. Dopo aver letto il focus sulla Northwest Division ci spostiamo sull’altra costa dell’NBA per seguire la Eastern Conference. In rigoroso ordine alfabetico, la nostra analisi parte dall’Atlantic Division.

  • Boston Celtics, quintetto di partenza: Rondo, Bradley, Green, Sullinger, Olynyk; coach: Brad Stevens.

I celtici del Massachusetts arrivano da un’annata in NBA poco convincente. Penultimi nella Division e dodicesimi nella Conference, i Celtics hanno dato la sensazione di voler ricostruire ma di non avere le solide basi su cui farlo. Il tanking non può essere considerato un inizio, anche perché la franchigia è la più vincente della storia e Rondo non vuole più perdere. Sullinger e Green hanno fatto capire che vogliono rimanere sulla nave, nonostante essa stia inesorabilmente affondando. Il draft ha regalato Smart e James Young, giocatori che non cambieranno le sorti della squadra. Così come non lo farà il nuovo acquisto Evan Turner. Si prospetta un’altra magra stagione per Boston, sperando che presto coach Stevens potrà avere un roster competitivo.

  • Brooklyn Nets, quintetto di partenza: Williams, Jack, Johnson, Garnett, Lopez; coach: Lionel Hollins.

Dopo la partenza di coach Jason Kidd e l’arrivo di Hollins in panchina, ci si aspettava un mercato migliore per Brooklyn. E’ anche vero che il mercato NBA rimarrà aperto fino alla pausa per l’All-Star Game, ma difficilmente vedremo grandi colpi. Il roster non è sostanzialmente cambiato e Jarrett Jack non è l’uomo che farà fare il salto di qualità. Anche qui la parola d’ordine sembra essere pazienza, ma non troppa. Brook Lopez è un centro da vertice in NBA e gli infortuni stanno facendo precipitare la sua carriera. Garnett è oramai sul viale del tramonto. Infine D-Williams e Joe Johnson sono certamente ottimi giocatori ma non stelle assolute. Ottimi prospetti dalla panchina: Plumlee, reduce dai mondiali in Spagna, Teletovic e Bojan Bogdanovic che speriamo potrà calcare il parquet con continuità. Le speranze di Brooklyn sono tutte per una riconferma della stagione passata con la possibilità di giocare ancora i Playoffs.

  • New York Knicks, quintetto di partenza: Calderon, Smith, Anthony, Bargnani, Dalembert; coach: Derek Fisher.

Se vicino alla scritta New York Knicks non ci fossero i nomi di Derek Fisher nel ruolo di coach e soprattutto di Phil Jackson nel ruolo di presidente, i Knicks sarebbero poca roba. Un roster da rifondare totalmente con giocatori che non hanno mai sfondato, primo tra tutti Carmelo Anthony, stella della squadra che ha firmato nuovamente per la compagine della Big Apple. Ma il triangolo è lo schema d’attacco più efficace della storia dell’NBA e un po’ di speranza c’è anche per i Knicks. Carmelo e JR Smith dovranno occuparsi di segnare su ogni singolo scarico, Bargnani dovrà evolvere il suo gioco per diventare una sorta di Gasol, mentre invece Dalembert e Calderon dovranno essere capaci di inserirsi nel gioco senza pretendere un ruolo da primadonna. I problemi difensivi sono molti, ma considerato il livello della Eastern Conference, i Playoffs non sono solo un sogno.

  • Philadelphia 76ers, quintetto di partenza: Carter-Williams, Wroten, Thompson, Noel, Sims ; coach: Brett Brown.

Oramai sui dizionari, alla parola tanking, si trova scritto: vedi Philadelphia 76ers. Giocatori giovani e potenzialmente di grande talento ma che molto difficilmente risolleveranno le sorti della squadra già da questa stagione. Embiid è un grande giocatore, arrivato dal draft già infortunato e che probabilmente quest’anno non vedremo in campo; memori di come la dirigenza ha trattato il caso Noel. L’ex Wildcat è alla sua prima stagione in NBA dopo aver saltato tutto lo scorso anno. MCW deve cercare di confermare ciò che di buono ha mostrato l’anno scorso e soprattutto i più giovani dovranno sentirsi responsabilizzati, cercando di sventare i piani di tanking di una franchigia che ha ben poco da regalarci sul piano dello spettacolo.

  • Toronto Raptors, quintetto di partenza: Lowry, DeRozan, Ross, Johnson, Valanciunas; coach: Dwane Casey.

La grande sorpresa dell’anno passato può fare ancora meglio questa stagione. La fine dei Big Three, l’infortunio di George e la poca alchimia di squadra dei Cavs possono creare il clima perfetto per una sorprendente annata in NBA da parte della squadra canadese. Il quintetto è ben collaudato e gli unici problemi sono rappresentati da una panchina di livello non eccelso. Sbalorditiva è stata la scelta da parte di GM Ujiri di scegliere lo sconosciuto Caboclo al draft, che difficilmente potrà essere l’arma in più per Toronto. Stella della squadra Lowry, fresco di contratto, che dovrà guidare la franchigia ai primi posti in regular season e ad un ottimo piazzamento ai Playoffs.

Fonte immagine: thunderobsessed.com

Adami Luca