Il ministro degli esteri serbo Ivica Dacic ha dichiarato l’intenzione del proprio paese di partecipare alla lotta contro il terrorismo islamico, e in particolare contro la nuova minaccia proveniente dal cosiddetto ISIS.

La forte preoccupazione del governo serbo deriva, spiega Dacic ad un quotidiano locale, dalla sostanziosa presenza di jihadisti tra cittadini e residenti del proprio paese.
Una quarantina di cittadini serbi infatti sarebbe già partita per combattere al fianco dell’ISIS, in Siria, ed altri sarebbero pronti a partire. Si tratta dunque di una guerra che la Serbia dovrà combattere su due fronti, come tanti altri paesi europei: quello interno causato dalla presenza massiccia di islamici che potrebbero venire arruolati come terroristi; quello estero che verrà combattuto nei territori sotto il controllo diretto dello stato islamico, al fianco degli Stati Uniti e della coalizione occidentale che sta venendo a crearsi.

Al vaglio del parlamento di Belgrado ci sarebbe una legge mirata a disincentivare e proibire la possibilità per cittadini serbi di combattere in paesi stranieri. La maggiore preoccupazione è rivolta soprattutto verso coloro che torneranno in patria con “le mani sporche di sangue”.
Già da tempo infatti il paese ortodosso ma dalle numerose minoranze musulmane – in particolare nella Bosnia rimasta sotto il controllo di Belgrado – è piagato dalla presenza massiccia di reclutatori e finanziatori di gruppi terroristi pronti a partire per la Siria e per l’Iraq al fianco dello Stato Islamico. Un esempio noto anche nel nostro paese è stato quello dell’imam Bilal Bosnic, predicatore arrestato dalla polizia serba insieme a 15 islamisti pronti a partire per il medio-oriente, che aveva in precedenza operato anche nel nord Italia.

Intanto dalla conferenza di Parigi di due giorni fa, svoltasi per discutere una strategia globale nella lotta contro l’Islamic State, arrivano le rassicurazioni delle rappresentanze di 30 paesi, che accordano a Belgrado un supporto nella lotta agli jihadisti che mettono in pericolo la sicurezza nazionale della stessa Europa.

Roberto Davide Saba

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Roberto nasce a Cagliari nel 1988, studia Giurisprudenza nell'università della sua città e con entusiasmo si butta nella sua prima esperienza come giornalista e vignettista per Libero Pensiero. Le sue passioni sono il disegno e la lettura. Tra i suoi interessi ci sono la politica, il diritto, l'arte e la cultura.

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