Jonathan Biabiany, centrocampista francese 26enne del Parma, deve fermarsi per una aritmia cardiaca. Lo ha annunciato ieri l’A.D. dei crociati: Pietro Leonardi, che a nome di tutta la società ha dichiarato:

Io a nome di società, giocatore e rappresentanti del giocatore. Jonathan Biabiany ha fatto la visita d’idoneità il 10 luglio scorso a Parma e ha ottenuto l’idoneità. Successivamente, il 1 settembre, durante la visita d’idoneità effettuata a Milano (la sera precedente il giocatore ha disputato la partita con il Cesena ed era fisicamente stressato), è comparsa un’aritmia mai registrata precedentemente.  A quel punto, quando Jonathan è rientrato a Parma, è stato sottoposto a ulteriori accertamenti  diagnostici.  Sulla base di questi, e sentiti anche consulenti esterni a cui la società si è rivolta, in questo momento è stato deciso di sospendere l’attività agonistica per un periodo di tempo limitato, durante il quale il calciatore sarà monitorato e sottoposto ad ulteriori accertamenti per verificare il momento dell’eventuale ripresa dell’attività agonistica». Certamente una brutta notizia per il Parma e per il giocatore transalpino, che portano a chiarire anche le circostanze che hanno fatto saltare nello scorso mercato il passaggio al Milan, come spiega lo stesso Leonardi nella conferenza stampa: «Questo problema  è stato comunicato dal Milan post trattativa ed è estraneo a essa. Jonathan potrebbe giocare perché ha l’idoneità, avremmo potuto mandarlo in campo, ma fino a quando non avremo certezze non verrà utilizzato pur avendo l’idoneità in corso. Questi non sono temi da scoop giornalistico, purtroppo invece qualcuno l’ha fatto. E’ brutto mettere un’etichetta a un ragazzo. Mi auguro fortemente che sia un problema minimo.  A Parma sul tema noi abbiamo il professor Roberto Delsignore, a cui vanno fatti i complimenti per la professionalità con cui ha operato. Si tratta di un problema cardiaco che insorge da un giorno all’altro. Jonathan come ha ottenuto l’idoneità quest’anno, l’ha sempre ottenuta anche in passato da noi, al Modena, all’Inter e alla Sampdoria.  L’allenamento che ha sostenuto dopo averlo riscontrato, è stato eseguito appositamente sotto sforzo  con una strumentazione specifica l’Holter per i primissimi accertamenti. Su Biabiany non posso aggiungere altro.”.

Ora il calciatore dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico che lo terrà lontano dai campi per 3-4 mesi. Da questa triste vicenda emerge una nota positiva, un esempio edificante da far notare a tutto il  sistema calcio, e cioè l’immediato intervento della società Parma e dell’atteggiamento umano di tutto l’ambiente crociato.

Il caso Biabiany conferma che le pressioni fatte per controlli medici più accurati sono legittime. L’intensità dello sport agonistico moderno tende a portare gli atleti a sforzi sovraumani, ciò vuole che ci siano dei professionisti in grado di mettere i calciatori ed altri sportivi al riparo da malesseri fisici che potrebbero risultare letali. Perlopiù, le varie morti nel calcio dovute ad arresti cardiaci (vd. Morosini, Puerta, Manfredonia, tanti calciatori africani etc.) e non solo nel calcio (vd. Vigor Bovolenta nella pallavolo) sembrano far emergere la delicatezza della questione e la necessità di concentrarsi sulla prevenzione. Tralasciando le accuse rivolte al doping e alla tratta dei calciatori (soprattutto africani), che sicuramente aggravano la situazione immettendo nel circuito sport molti uomini e donne non idonei alla carriera agonistica, il punto centrale resta un altro e cioè che negli ultimi anni l’attività agonistica è diventata più intensa per stare dietro ai ritmi spettacolari e commerciali dello sport. Dato ciò, bisogna intensificare i controlli e renderli migliori e più accurati, poiché non tutti possono essere fortunati come Lilian Thuram che in procinto di trasferirsi al PSG a fine di una lunga e gloriosa carriera, scoprì di essere affetto da una malformazione cardiaca, la stessa che uccise anni addietro il fratello di Lilian mentre giocava a Basket. Thuram ebbe fortuna, ma senza società come il Parma sarà rischioso affidarsi solo alla dea bendata.

Fonte immagine in evidenza: ilcalciomagazine.it

Varriale Luca