Il virus Ebola ha già causato 2630 vittime e si registrano altri 5357 casi, di cui più della metà registrati negli ultimi 21 giorni.
Questa improvvisa accelerazione del contagio ha preoccupato la comunità internazionale, visto che, il contagio ha colpito duramente alcuni paesi, tra cui Guinea, Sierra Leone e Liberia.

Per questo motivo una risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu ha decretato che “L’Ebola è una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale”. Il direttore dell’OMS Margaret Chan definisce il virus come “un’emergenza umanitaria, economica e sociale”. Il segretario Onu Ban Ki-Moon spiega che la missione servirà a prevenire la diffusione del virus.

L’Italia è stato sicuramente uno dei Paesi che più ha spinto verso la risoluzione delle Nazioni Unite, assieme all’Europa e il suo interessamento è dovuto, specialmente, al grande flusso migratorio diretto verso la nostra penisola, che potrebbe aumentare i rischi di diffusione dell’ebola.
Il timore del contagio di ebola, in Italia, però, sembra essere escluso dal direttore scientifico dello Spallanzani di Roma che ribadisce “Il rischio di contagio è zero, o assolutamente vicino allo zero” e aggiunge “Il grande lavoro va fatto in Africa”.
Intanto il parlamento europeo in una risoluzione denuncia “il tardivo intervento, l’epidemia sottovalutata e la tardiva risposta”, infatti, nonostante il bilancio attuale parli di più di 5000 casi di ebola, il dato rappresenta una sottostima perché molte persone restano chiuse in casa, considerando l’ospedale un luogo in cui andare a morire e, che, quindi, esse non vengono registrati.

Addirittura le autorità del Sierra Leone, per prevenire il contagio di ebola, hanno deciso che i quasi 6 milioni di abitanti del paese dovranno restare chiusi in casa per tre giorni.
Potranno circolare solo i volontari che porteranno nelle case le saponette utili ad evitare altri focolai di virus., anche sem In virtù di questa drastica decisione è prevista una corsa ai viveri con strade affollatissime e molti disordini, potendo, quindi, rendere il contagio ancora più veloce e diffuso.
Emergency ha aperto un centro di cura a Lakka, sempre in Sierra Leone e, secondo le ultime stime, ogni giorno si ammalano più di 20 persone.

Intanto Obama ha inviato in Africa Occidentale 3000 uomini tra soldati e personale medico per l’apertura di 20 centri ed un costo complessivo di 750 milioni di dollari.

– Ferdinando Paciolla