Il Tribunale Minorile di Bologna giudica come piena e legittimante l’adozione compiuta da una donna single, italiana ma residente da anni negli Stati Uniti, che ne aveva appunto chiesto il riconoscimento anche in Italia.
La sentenza ha di fatto riconosciuto, automaticamente, ciò che un tribunale americano aveva stabilito in merito ad una cittadina Italiana.

Il caso risulta eclatante in particolare per il tipo di adozione riconosciuta, piena e legittimante, ben diversa da quella riconosciuta finora ai single dalla legge Italiana: infatti l’adozione da parte di single nel nostro paese non è possibile se non in casi straordinari – in presenza di legami molto saldi tra adulto e minore, o in casi di difficile adottabilità del bambino – e anche in questi casi si tratta di un adozione monca, che lascia al bambino il cognome originario, affiancato da quello dell’adottante, che non crea legami di parentela tra l’adottato e i parenti del genitore adottivo e che soprattutto è revocabile in qualsiasi momento.

In questo caso, tuttavia, il tribunale di Bologna ha stabilito proprio l’irrevocabilità dell’adozione. Il caso, riportato dall’associazione “Articolo 29”, risale ad un anno fa ma è stato reso noto solo ora. Questo caso indubbiamente costituisce un precedente importante ed un segnale di apertura verso un tipo di adozione che la legge finora aveva disincentivato anche se non espressamente vietato, ma va tuttavia ridimensionato. Non si tratta infatti di un’adozione internazionale compiuta all’estero da residenti italiani: la cittadina italiana alla quale si rivolge la sentenza del tribunale dei minori di Bologna vive da tempo negli Stati Uniti e ha adottato la bambina secondo la legge statunitense che è molto meno rigida di quella Italiana sotto questo punto di vista. La richiesta della donna alla giustizia italiana è quella di chi vuole che sua figlia venga riconosciuta come tale anche dal suo paese natale.

Nonostante dunque sia necessario essere prudenti nel leggere nella sentenza ciò che la sentenza non ha stabilito, risultano interessanti le motivazioni scritte che il tribunale ha allegato alla stessa.
Sebbene infatti “nel nostro sistema legale l’adozione da parte di una coppia di persone coniugate rappresenti l’ipotesi prettamente preferita” – afferma il tribunale – e questo perché è interesse del minore, poter instaurare e mantenere uno stabile rapporto con una doppia figura genitoriale, “ogni volta che ciò sia possibile”, ciò non esclude altre forme di adozione meno preferibili. Il tribunale fa in particolare riferimento alla frequente possibilità che anche in una famiglia naturale si venga a creare una situazione di stabile monogenitorialità. Conclude dunque il tribunale che “l’adozione di una sola persona non è preferita dalla legge, ma non è certo esclusa“.
Per l’avvocato Grazia Cesaro, che ha assistito la signora, si tratta di una sentenza molto importante: “nella loro decisione” sostiene l’avvocato: “c’è la presa d’atto che la famiglia monogenitoriale è ormai una realtà anche italiana: è un importante riconoscimento di una nuova struttura familiare. E dà una linea di indirizzo molto chiara che il legislatore dovrà seguire”.

Roberto Davide Saba