Finalmente arriva una vittoria per il Napoli, dopo il passo falso contro il Chievo in campionato che, unitamente alla disfatta di Bilbao, ha generato polemiche, fonte di delusione per gran parte del tifo partenopeo e di alcune critiche eccessive mosse da giornalisti e addetti ai lavori. Il Napoli, esortato dal proprio allenatore, ha reagito regalando ai tifosi le prime gioie in campo europeo, battendo al San Paolo i ceki dello Sparta Praga nella giornata inaugurale del girone di Europa League: 3-1 il risultato, con reti di Higuain su rigore e doppietta di un Mertens in grande spolvero nella ripresa, dopo l’inatteso vantaggio iniziale di Hausbauer per gli ospiti. Nell’altra gara del girone lo Young Boys in Svizzera travolge per 5-0 gli slovacchi dello Slovan Bratislava.

LE FORMAZIONI

Benitez fa un turn over moderato:  Henrique al debutto in stagione a destra della linea difensiva al posto di Maggio. Rafa conferma la coppia centrale Koulibaly e Albiol ed è costretto a riproporre Britos terzino sinistro per l’assenza di Ghoulam e per far riposare Zuniga, in vista della trasferta di Udine (domenica alle ore 18:00). Torna Gargano accanto ad Inler. In attacco Higuain recupera dall’infortunio al piede e va in campo dal primo minuto. Confermati Callejon e Hamsik; Mertens torna titolare dal primo minuto.

Il tecnico ceko Lavicka schiera una formazione speculare a quella azzurra, un 4-2-3-1 abbastanza spregiudicato, ma con l’equilibrio garantito dagli esterni e dal centrocampista Hausbauer.

Napoli Rafael; Henrique, Koulibaly, Albiol, Britos; Inler, Gargano; Mertens, Hamsik, Callejon; Higuain.

Sparta Praga (4-2-3-1): Bicik; Kadeřábek, Kovac, Brabec, Nhamoinesu; Matejovsky, Marecek; Dockal, Hušbauer, Krejči; Lafata.

LA TATTICA

La difesa a 4 dello Sparta Praga, con la copertura dei centrocampisti centrali Matejoski e Marecek, è deputata ad arginare l’attacco azzurro, con gli esterni Kaderabek e Nahmonesu in difficoltà con Callejon, Mertens e Higuain molto più veloce dei lenti centrali ceki. Hamsik può partire da posizione congeniale, scalando sul centrocampista avversario più arretrato in fase difensiva. La linea offensiva dello Sparta è composta da 3 uomini in linea, con Dockal a destra sul lato di Britos, e le stelle Krejci (a sinistra con Henrique) e Hausbauer (più accentrato), pronti ad appoggiare la punta centrale Lafita, esperto bomber di 33 anni (autore di ben 8 goal nelle fasi preliminari di Coppa).

LA GARA

Il Napoli inizia con un buon possesso palla e ci prova dalla distanza con tiri alti di Mertens e Britos. Lo Sparta non sta a guardare e si rende pericoloso in un paio di occasioni con cross dalle fasce laterali e al 13° minuto passa inaspettatamente in vantaggio con un tiro da fuori area di Hausbauer, che aggira il muro posto davanti a Rafael, incolpevole perché coperta la sua visuale, non può vedere in tempo la palla che si insacca, dopo aver colpito il palo alla sua destra. Gelo sugli spalti per il non nutritissimo pubblico presente, si materializzano i primi fantasmi, anche perché nei 10 minuti successivi il Napoli, accusato il colpo, sembra vulnerabile e commette molti errori di misura nei passaggi, soprattutto con Britos.

Per fortuna arriva presto il gol del pari, siglato da Higuain su rigore, concesso per fallo di mano di Costa su tiro di Callejon, dopo che un attimo prima un affondo di Hamsik si era concluso con una clamorosa traversa a porta sguarnita. Il Pipita con grande freddezza tira alla destra del portiere, come contro il Chievo, ma sceglie la traiettoria rasoterra e non a mezza altezza; trasforma. Il Napoli ci prova sull’onda dell’entusiasmo, ma prima Mertens calcia alta una punizione da buona posizione, poi Callejon coglie una seconda traversa con tiro dalla distanza.

Le amnesie difensive degli azzurri non tardano ad arrivare e grazie a una non perfetta copertura di Inler e Gargano e a un paio di errori di Albiol e Britos lo Sparta mette i brividi alla retroguardia partenopea. Gli ultimi tentativi offensivi di Mertens ed Higuain non sortiscono effetto e si va al riposo sull’1-1.

La ripresa è tutt’altra musica, dopo un brivido corso all’inzio per un colpo di testa del difensore Brabec, che anticipa Koulibaly nell’area azzurra e manda la palla di poco fuori, il Napoli passa in vantaggio al 51°con un tocco di Mertens sottoporta su assist di Higuain dalla destra, dopo una sontuosa azione personale.

La difesa azzurra riesce a contenere la reazione dei ceki con ottimi interventi di Henrique e e Koulibaly, bravi per tutta la gara. Il Napoli cerca il possesso e tenta le ripartenze con Mertens (annullato un suo gol di mano) e manca il 3°gol con Hamsik che si fa deviare da pochi passi il tiro da Kovac, dopo una respinta del portiere su tiro da fuori di un tenace Gargano.

Nonostante l’uscita del Pipita al 68° per Michu e qualche brivido (colpo di testa di Costa su calcio d’angolo di poco fuori), il Napoli riesce dopo alcuni tentativi sfortunati a trovare il gol che chiude la gara con Mertens che salta come birilli tre avversari in area e conclude rasoterra sul primo palo. Chapeau Dries!

Nel finale, da segnalare un’occasione sbagliata da Michu e 2 tiri dalla distanza di Inler e Gargano che sfiorano il gol, oltre ai cambi Hamsik-Zuniga e Callejon per Lopez, che fa il suo debutto soft in maglia azzurra.

Finalmente possiamo tirare un sospiro di sollievo, aspettando la gara di domenica a Udine, che ci dirà qualcosa in più sulle potenzialità della squadra.

 Torre Gianluca