La casa produttrice di Minecraft, ormai famosissimo sandbox, è stata ufficialmente acquisita da Microsoft Games. Mojang, che sin dal 2012 ha ricevuto importanti attenzioni dalla casa statunitense, ha pubblicato il 15 settembre ’14 l’ufficializzazione della notizia sul sito mojang.com, affermando di aver venduto il suo videogame per la modica cifra di 2.5 milioni di dollari.

Si sottolinea che Minecraft è stato da sempre un gioco indie, cioè fa parte di quei videogame prodotti indipendentemente dalle maggiori aziende di videogame. Inoltre è stato sviluppato da un team di ragazzi e appassionati veramente esiguo per lo standard odierno videoludico e lo stesso Mojang afferma che non ci sarà cambiamento per lo stile di produzione per future espansioni, rassicurando i fan preoccupati per eventuali cambiamenti radicali che potrebbero portare la serie fuori strada rispetto gli obbiettivi delle ultime espansioni.

La nascita

Minecraft ha da subito riscosso un grande successo per la sua veste grafica particolare e la libertà lasciata al giocatore. Con il suo motore grafico a “cubetti”, è diventato un vero e proprio tormentone videoludico tanto da far popolare anche fiere del settore, da cosplayer vestiti in questo stile “pixelloso”, per non citare la sua visibilità sulle maggiori riviste del settore.

La novità del gioco sta proprio nella mancanza di informazioni per il giocatore durante la sua prima partita, infatti quest’ultimo è catapultato in una landa desolata composta da migliaia di cubetti, liberamente lavorabili in modo da poter costruire ogni genere di struttura. Il paesaggio e non meno ispirato. Molto particolare è anche sole, luna e nuvole, tutte riprodotte in base all’unità cubica (“Voxtel “NdR).

Inotre innovazione decisiva del titolo è stato l’open world da tutti considerato “definitivo”, in quanto in minecraft non esistono confini: la grafica che richiede poca memoria di archiviazione e relativamente basse capacità grafiche, permettono una continua espansione dei confini di gioco, “quasi infiniti”.

Tutto ciò è condito da un folto ed intuitivo crafting: è senza dubbio molto divertente entrare in gioco per la prima volta ed immaginare i materiali e la loro posizione nel tavolo da lavoro per creare oggetti.

Senza dubbio Mojang ha ottenuto un successo inaspettato ma, rispetto a tanti altri giochi che con la grafica coprono difetti molto evidenti del gameplay, bisogna sottolineare che questa volta ha vinto l’idea geniale di turno, e visto il crescente numero di indie, provocato dalla maggiore accessibilità ai motori grafici moderni, ben si spera per il futuro dei videogame.

Antonio Palomba