Seguire lo sport da semplice appassionato molto spesso aiuta ad averne una visione d’insieme che non risente della sola analisi dei perché, degli aspetti tecnici e delle conseguenze sportive del risultato di una partita.

C’è chi segue lo sport perché è sportivo anche lui, chi invece per riempire i momenti di relax con qualcosa di nuovo rispetto alla riproposizione forsennata ed ossessiva de I Mercenari da parte di Sky e Premium, e chi perché si aspetta l’ultima performance di Lotito o Ferrero (infinita stima per quest’ultimo, che riempie un vuoto mediatico che si sentiva dai tempi di Mourinho). C’è chi si sofferma sul momento in cui, insieme agli amici, ancor più se tifosi di squadre diverse dalla propria, condivide il momento della visione della partita per goderne di tutte le sfaccettature, reazioni caratteriali e scene fantastiche che ne escono fuori.

C’è chi ha il padre tifoso, uomo calmo e moderato che la domenica muta in Mister Hyde mettendo a repentaglio in un sol colpo matrimonio, amicizie decennali e cura del buon costume. C’è chi ha il fratello che dopo la sconfitta della propria squadra del cuore, chiude Facebook e non lo riapre fino alla domenica seguente, troncando ogni discorso calcistico intrapreso dagli amici che incontra durante la settimana (amici che non mancano puntualmente, nella pratica dell’inserire non dita, ma proprio il sale sulle piaghe ancora dolenti). C’è chi si trova ad osservare amici di altri paesi, magari in Erasmus o semplicemente trovandosi a condividere una birra in un pub con loro, e magari può notare reazioni comuni ai tifosi del proprio paese, ma anche grosse differenze.

Si cercherà di descriverli settimana per settimana, partendo proprio da casa.

Tifosi: il fenotipo del tifoso Italiano

Il tifoso Italiano è un personaggio alquanto particolare: ha una passione viscerale per la propria squadra del cuore, quasi ai livelli sudamericani. La differenza sta però nell’approccio pre e post partita. Il pre-partita di un tifoso italiano coincide in maniera sistematica col post-partita di quest’ultimo. Il calcio in Italia è un fenomeno totalizzante, che occupa chiacchiere di giornata, occupando anche gli spazi in cui (tanto per variare) i tifosi nostrani si lasciano andare in discorsi politici e filosofici (sempre però inerenti al calcio). Il tifoso italiano è un commentatore che sentendosi preparato come un allenatore dalla ventennale carriera, si lascia andare molto spesso in commenti che possono sembrare presuntuosi, del genere:“Capello non capisce un…”, costruendo però questo parere del tutto personale con discorsi tattici e di filosofia sportiva che sembrano tanto convincenti da essere presi sul serio dagli altri commentatori (sia chiaro, si parla di commentatori da caffè al bar, non di quelli televisivi). Quindi invece di essere liquidati con un sorriso ed una pacca sulla spalla, provocano il risultato di trasformare ogni tavolino con più di 4 sedie e 3 caffè nel processo del lunedì, con tanto di commenti coloriti e dal dubbio rispetto per la lingua italiana.

La cosa diventa uno spasso quando il tifoso, nell’indicare un tiro andato fuori (magari proprio durante la visione della partita) del Balotelli o dell’Insigne di turno, scatta in piedi urlando:“Idiota! Dovevi colpire di collo piede, non di interno destro!”, passando sopra ogni sensazione di tensione, ogni pensiero riguardo alla velocità delle azioni ed al poco tempo di pensarci su, oltre alle possibili azioni istintive e non sempre ragionate del giocatore espresse durante le fasi concitate di una partita.

Il calcio per il tifoso Italiano è un momento di espressione personale: la popolarità di questo sport mette sullo stesso piano tutti i tifosi, a prescindere dalla posizione sociale e di chi si vota alle elezioni. Tutti uguali, tutti concordi sul numero di corna che hanno in testa guardialinee ed arbitri, tutti discordi quando si parla di un fuorigioco o di un goal fantasma, ma tutti pronti a discuterne con forza. Il tifoso Italiano perde 3kg, consuma una bombola d’ossigeno, ed assume 3L di integratori salini a partita.

E questo semplicemente perché si sente un giocatore in campo, ed è per questo che è uno spasso vedere insieme la partita.

Pier Gaetano Fulco