Silvio Berlusconi e la giustizia, atto secondo. Già, perché l’ex premier di Arcore torna a far parlare di sé, ma questa volta con importanti novità. La Corte dei diritti di Strasburgo pare abbia accettato il suo ricorso sulla violazione del giusto processo e, come tale, potrebbe ribaltare una sentenza emessa dal Tribunale di Milano, pronta ad entrare negli annali giudiziari italiani.

Il caso è quello della violazione dei diritti televisivi, una vera batosta per Mediaset e per Berlusconi stesso, il quale si era visto rifilare l’ennesima condanna, ma almeno per questa volta, secondo Strasburgo, il ricorso è più che lecito.

Dopo aver esaminato attentamente carte e atti del processo, da cui, a detta degli avvocati difensori dell’ex premier, emergerebbe una «violazione continua dei diritti dell’imputato», un ribaltamento della sentenza non cambierebbe le cose solo per Silvio Berlusconi, ma anche per il panorama politico italiano. Ma procediamo con ordine.

Secondo i legali difensori, alcuni dei diritti lesi al loro assistito riguarderebbero non solo una non imparzialità del giudice e la non ammissione di alcune prove, ma anche il fatto che la Corte di Milano avesse assolto diversi manager, Fedele Confalonieri e Pier Silvio Berlusconi per lo stesso identico presunto reato, mentre per Silvio Berlusconi la condanna è arrivata come una prevedibile doccia gelata. Ecco, quindi, l’ennesimo ricorso a Strasburgo, nella speranza che per una volta uno degli imprenditori più potenti in Italia possa spuntarla per un processo considerato iniquo. Tuttavia la Corte dei diritti dell’uomo ci va cauta e, nonostante una iniziale apertura verso Berlusconi, intende comunque esaminare per bene ogni parte del caso prima di prendere una decisione.

Fortuna o sfortuna che sia, quindi, l’ex premier deve pazientare e sperare che per una volta un tribunale possa arrivare a dargli ragione, ma cosa accadrebbe nel caso in cui la Corte di Strasburgo accogliesse il ricorso? Nonostante in passato avesse già rigettato alcune istanze presentate dai legali di Berlusconi, un ribaltamento della sentenza porterebbe non solo l’imputato ad essere scagionato, ma riacquisterebbe anche molti suoi diritti perduti, attivi o passivi che siano. Questo, probabilmente, caricherebbe maggiormente Berlusconi, il quale, una volta fatto definitivamente pace con la giustizia, potrebbe nuovamente scendere in campo, sostenere una nuova campagna elettorale e riacquisire consensi tra gli elettori. Possibilità forse remote, certo, ma pur sempre da non scartare. Adesso però la palla passa alla Corte di Strasburgo e chissà che per una volta Silvio Berlusconi non la spunti davvero.

Maria Stella Rossi