Nonostante la Scozia non abbia ottenuto la secessione e il referendum abbia decretato il no, le cose in Europa sembrano allo stesso modo cambiare. Perché le ripercussioni geopolitiche sono interessanti, soprattutto nel momento in cui si stabilisce che un gruppo di persone all’interno di uno stato legittimato possa decidere senza l’uso della forza di disgregarlo.

Ed è così che il Parlamento regionale catalano ha approvato una legge che stabilisce il referendum sull’indipendenza dalla Spagna. Il Presidente della Generalitat catalana, Artur Mas, ha affermato che, nonostante il no scozzese, la battaglia indipendentista “prosegue”.

Il Governo spagnolo, però, non vuole correre lo stesso rischio del Regno Unito, ha quindi fatto sapere di ritenere illegittima la consultazione in Catalogna, ma Artur Mas afferma: “Il processo per l’indipendenza è rafforzato perché abbiamo visto un Paese dell’Ue accettare di tenere un referendum”. A Madrid fanno sapere che presenteranno un ricorso alla Corte Costituzionale.

A Barcellona, la notte scorsa è stata molto lunga, la città ha seguito con il fiato sospeso il risultato del referendum scozzese, su cui poggiano le speranze indipendentiste della catalogna. La delusione, sebbene forte, ha comunque scaldato i cuori catalani, poiché i dati dell’affluenza sono stati molto importanti. Jaume Rios, blogger politico del sito www.deba-t.org, afferma: “La Scozia ha creato un precedente importante, una cornice legale. La Scozia ci aiuta perché prova che la gente può essere consultata democraticamente e noi siamo molto eccitati all’idea di avere la nostra chanche, l’indipendenza non è mai stata così vicina”.

Ma la strada non è facile, il presidente catalano Mas lo sa, perché Madrid potrebbe reagire duramente alla disobbedienza civile, tanto che potrebbe decidere di sospendere l’autonomia, visto che non ha paura dell’Europa, sede in cui ha messo il veto al riconoscimento del Kosovo. La battaglia del sì e del no potrebbe essere infuocata, quindi. Artur Mas pare abbia voluto raggirare la legge, stabilendo che non si “tratterebbe di una consultazione referendaria”, ma di una consultazione sul parere popolare. Ma a Madrid c’è timore, perché la differenza, sebbene dal punto di vista legislativo sia ampia, crea un precedente sulla volontà popolare dell’indipendenza e, questo, rafforzerebbe il sì nel prossimo futuro.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.