In tempi di larghe intese sembra strano, eppure l’elezione di due membri della consulta sta creando non pochi problemi all’interno dei due principali partiti del centrodestra e del centrosinistra. Il ticket Violante-Bruno, nato dall’accordo tra Forza Italia e Partito Democratico dopo l’abbandono della corsa da parte di Catricalà, che già stentava a volare a causa dei dissensi interni di entrambi i partiti oggi incontra una nuova sciagura.
Il candidato azzurro Donato Bruno avrebbe infatti, secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, ricevuto un avviso di garanzia per concorso nel reato di interesse privato del curatore negli atti del fallimento di un importante azienda tessile della regione, l’Ittierre. Questo fatto, lungi dal mettere in imbarazzo la parte politica che lo ha sostenuto, ha invece incrementato i dubbi già forti all’interno del Partito Democratico verso un uomo considerato troppo vicino a Cesare Previti. Dal governo arrivano tiepide rassicurazioni in linea con una svolta garantista già delineata, ma nessuno potrebbe negare che un indagato all’interno della Consulta potrebbe diventare un problema non da poco. Così Debora Serracchiani ad Agorà conferma la linea del premier ribadendo come l’avviso di garanzia serva “per dar modo all’indagato di fare chiarezza”

Dal Quirinale intanto arrivano i moniti di un Napolitano furibondo a causa delle continue fumate nere che arrivano dal parlamento in seduta comune, ma è presumibile che l’ira del presidente abbia la sua origine nel tentennamento del parlamento nel votare il “suo candidato” Luciano Violante, che rischia adesso di non essere eletto qualora il PD dovesse porsi di traverso nei confronti di Bruno, alla luce degli ultimi avvenimenti.

Mentre Berlusconi tenta una disperata ricerca di voti tra le fila leghiste, su un nome che possa tuttavia mettere d’accordo l’intero arco della coalizione classica di centrodestra – operazione tutt’altro che facile – dall’altra parte SEL vota tappandosi il naso il candidato del PD, in cambio della nomina di Paola Balducci al CSM, ma rimane irremovibile sull’elezione del candidato forzista già considerato troppo legato a Berlusconi e al suo cerchio magico e quindi inadatto ad una carica che presuppone una certa dose di neutralità complessiva.

Insomma forte è soprattutto l’imbarazzo all’interno del Partito Democratico di fronte ad una situazione che pare sul punto di esplodere, in attesa di conferme relative alla notizia del Fatto smentita dal diretto interessato, e far saltare tutto: i candidati concordati della corte costituzionale, ma anche gli accordi presi sull’elezione dei membri del Consiglio superiore della Magistratura, situazione ancora più delicata per certi versi. La consulta infatti può regolarmente funzionare anche senza i due membri non ancora eletti, mentre il CSM rimarrebbe bloccato nell’esercizio delle sue funzioni, come infatti annunciato da Napolitano

Roberto Davide Saba

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Roberto nasce a Cagliari nel 1988, studia Giurisprudenza nell'università della sua città e con entusiasmo si butta nella sua prima esperienza come giornalista e vignettista per Libero Pensiero. Le sue passioni sono il disegno e la lettura. Tra i suoi interessi ci sono la politica, il diritto, l'arte e la cultura.