NAPOLI- L’Associazione Onlus Damo-Ti-Ling nasce nel 2000 dalla volontà di creare una relazione forte tra la scuola rappresentata dall’insegnante di strada ed il volontariato sportivo, rivolgendo la propria attenzione verso le fasce deboli.
Abbiamo intervistato la Presidente dell’Associazione Carla Casapulita.

Com’è nato il cammino, ma soprattutto da quale idea nasce e si sviluppa l’associazione Damo-Ti-Ling?

“Il mio cammino personale con l’associazione parte dal 2008 e dal 2009 ne sono presidente. Il percorso dell’associazione, invece, parte ben prima, ossia dal 2000. Colui che ne ha dato vita è il prof. Stefano Dati, fondatore e fulcro dell’associazione, perché è grazie al suo impegno che i nostri progetti si attuano nel territorio della Municipalità di Napoli. L’associazione Onlus Damo TI-Ling è NATA dalla volontà di creare una relazione forte tra la scuola, rappresentata dall’insegnante, e il volontariato sportivo rivolgendo la propria attenzione alle fasce deboli. Realizza il proprio obbiettivo attraverso lo sport alternativo di montagna attuando metodi di evasione e crescita personale ai quali possono partecipare tutti, sia ragazzi con realtà difficili da un punto di vista sociale, psicofisico, che con diverse abilità, inoltre anziani, bambini e non. Lo scopo tutt’oggi vivo dell’Associazione è quello di valorizzare il potenziale umano.”

 

In che modo reagiscono i ragazzi di fronte a questa opportunità di crescita umana, lavorativa e sportiva?

“Reagiscono con la consapevolezza di avere oggi, rispetto a ieri, un’alternativa, una scelta, una strada da poter percorrere con dignità. Hanno l’opportunità, se vogliono, di lasciare alle spalle un degrado territoriale, familiare e creare con le proprie mani il proprio futuro. Alcuni hanno scelto di intraprendere questo cammino diventando istruttori di arrampicata sportiva, altri stanno ora seguendo il percorso formativo ed altri hanno invece scelto di ritornare alla vita di prima. Loro hanno ben presente che non è una scelta obbligata, ma libera.”

Qual è stato, e continua ad essere, il risultato della cooperazione tra i vari istituti scolastici e le tante realtà napoletane che inglobano il mondo giovanile?

“È un ottimo risultato che deve continuare ad ampliare il percorso di cooperazione. La scuola è un bene sociale che sa che deve aprirsi alla cittadinanza, sa che deve essere una scuola d’inclusione partendo dai ragazzi che ne devono essere il centro, fornendo un senso profondo al concetto di autonomia.”

Quanto, nella società odierna, risulta essere importare il ruolo esercitato dalla scuola?

“Oggi più che mai è fondamentale. È all’interno della scuola, dell’infanzia e delle superiori, che ci si forma, si apprende, si condivide, si creano gli uomini e le donne di domani, la società futura. Non si può pensare ad una società, alla costruzione di essa, se prima non si rendono solide le basi della scuola.”

In che modo lo sport, così come tante altre attività formative, possono far smuovere nel mondo giovanile una sensibilità rivolta verso il cambiamento?

“Attraverso uno sport aperto a tutti, che predilige il sociale, lontano dai soliti schemi competitivi.”

In che modo i giovani rispondono alle diverse opportunità di educazione e formazione lavorativa?

“I giovani, a differenza, di ciò che si pensa, hanno ancora molta speranza e apertura verso queste opportunità che a loro si presentano. La volontà che trasmettono negli stage formativi, nel servizio civile, nel volontariato ne è la dimostrazione. Chi è al potere ha la responsabilità di creare delle reali opportunità e non aspettative”

Qual è il rapporto di sinergia che unisce la tutela ambientale e la legalità?

“Più che sinergia, direi che l’una non può prescindere dall’altra. Non può esserci un ambiente sano se non vi è legalità sana. Non può esserci una tutela ambientale se non si ha coscienza legale.”

C’è stato un riscontro finanziario da parte delle istituzioni fino ad oggi?

“I contributi ci sono stati, ma sono contributi che possono essere definiti a gettoni. Purtroppo, il welfare italiano è ancora concepito e vissuto in forma autoreferenziale, ancora lontano dalla vera concezione di bene comune.”

Se si dovesse descrivere con una solo parola cos’è Damo-Ti-Ling, quale sarebbe la più conforme?

“Sembra banale, ma quella che mi viene in mente è accoglienza.”

Carmela Davide