La guida per l’NBA 2014/2015 continua su Libero Pensiero.

Oggi, nel terzo episodio della nostra guida, dopo la Northwest e l’Antlantic Division, vi presentiamo quella che quest’anno si presenta come, almeno sulla carta, la division più equilibrata e più agguerrita: stiamo parlando della Southwest Division, la terra dei sempreverde Spurs e degli ambiziosi Pelicans e Mavs. Procediamo con ordine.

  • San Antonio Spurs, quintetto di partenza: Parker, Green, Leonard, Duncan, Splitter; coach: Greg Popovich.

Praticamente invariato in NBA il roster rispetto la scorsa stagione che ha visto la franchigia texana vincitrice sui Miami Heat. Gli Spurs vogliono riconfermarsi puntando al bis, ed hanno tutte le carte in regola per farlo. Se Popovich riuscirà a far ruotare in modo eccelso tutti i giocatori (cosa che gli è riuscita perfettamente nella scorsa stagione) e se i Big Three (ormai diventati Big Four con Kawhi) terranno fisicamente, San Antonio diventa la favorita numero 1 per la vittoria dell’anello. A differenza degli avversari la panchina è profonda e ricca di talento (confermato il nostro Marco Belinelli): nonostante l’età avanzata di qualche membro della ciurma, qui, signori, ci troviamo dinanzi una delle squadre più belle di tutti i tempi.

  • Dallas Maversicks, quintetto di partenza: Felton, Ellis, Parsons, Novitzki, Chandler; coach: Rick Carlisle.

Chapeau a Mark Cuban che per il suo team in NBA ha fatto un mercato straordinario: i Mavs sono davvero la mina vagamente della division, se non dell’intera Western Conference. Ceduti Calderon e Sam Dalambert, Dallas si è rinforzata con gli innesti di Chandler sotto canestro, Parsons dal perimetro, e Felton in cabina di regina. Un upgrade davvero notevole per la squadra, l’unica l’anno scorso a tenere a bada gli Spurs in un primo turno mozzafiato giunto fino a gara-7. L’obiettivo di Dallas è di continuare a migliorare in NBA, puntanto a qualcosa in più dell’ottavo posto di conference e magari raggiungere il secondo turno a PO. Ray Felton non è più un ragazzino e dovrà aumentare di livello rispetto alle ultime annate con i Knicks affinché la squadra possa girare per bene. Per il resto, ci pensa Dirk.

  • Houston Rockets, quintetto di partenza: Beverley, Harden, Ariza, Jones, Howard; coach: Kevin McHale.

Le velleità di puntare al titolo NBA sono un po’ andate ridimensionatosi complici alcune scelte di mercato discutibili. La dirigenza puntava ad un All Star ma sono sfumati sia Lbj, Carmelo Anthony che Chris Bosh. Sono state cedute pedine importanti (per liberare, inutilmente col senno di poi, spazio salariale) come Asik, e non è stata, inspiegabilmente, pareggiata l’offerta di Dallas per trattenere Parsons. El Barba e DH12 sono rimasti un po’ soli in una squadra che ha visto perdere alcuni punti importanti dal punto di vista del talento: Beverley e Jones non sono certamente dei top player, soprattutto se si considera il livello agonistico dei playoff. Harden, invece, è ora che pensi meno a curarsi la barba ed impegnarsi più alla fase difensiva (indiscutibile il suo valore in attacco). L’impressione è che la truppa del celtico McHale si sia indebolita rispetto lo scorso anno in NBA: considerato il livello della WC, vedere i Rockets fuori dai playoffs non sarebbe poi una sorpresa inaspettata.Senza titolo-4

  • Memphis Grizzlies, quintetto di partenza: Conley, Lee, Carter, Randolph, Gasol; coach: David Joerger.

Praticamente invariati gli orsacchiotti che ripartono dalla maledettissima gara-6 delle semifinali della WC contro Okc dello scorso anno: l’espulsione di ZiBo si è fatta sentire nella gara decisiva, compromettendo tutte le aspirazioni di Memphis di sfidare gli Spurs in finale. Quest’anno Memphis vuole riconfermarsi ad alti livelli per il terzo anno consecutivo: Marc e Zibo sono una delle frontline più interessanti dell’intero parco NBA. Il mercato ha portato solo Vince Carter, forse un po’ troppo presto per darlo per vecchio (ma a Dallas, evidentemente, non serviva più: saluti e grazie). Forse è mancato qualche innesto più importante per il roster del Tennesee, che avrà bisogno di tutto l’estro di Conley in cabina di regina per riuscire a confermarsi ai piani alti. I playoffs dovrebbero essere, quasi certamente, alla portata ma oltre al primo turno la strada è più ripida rispetto gli scorsi PO.

  • New Orleans Pelicans, quintetto di partenza: Holiday, Gordon, Evans, Davis, Asik; coach: Monty Williams.

New Orleans è la squadra più ambiziosa della suddetta division in NBA: Anthony Davis, reduce da un Mondiale da protagonista, sta piantando le basi per diventare il lungo di riferimento dell’intere Lega. I lungo proveniente da Kentucky ha tutti i numeri in regola per provare a diventare il nuovo Timmy Duncan. I pelicans puntano decisamente ai playoff: il mercato ha portato Omar Asik via Houston (anche lui presente in Spagna: buon mondiale per il turco) ed il draft Russ Smith (PM da Louisville) che dovrà rubare minuti importanti al figlio di Doc, Austin Rivers. Se gli esterni tengono fisicamente ed ottengono buone percentuali al tiro, con l’apporto disarmante ii difesa del monociglio Davis, i playoffs non diventano più un miraggio per una squadra che già l’anno scorso in NBA ha dimostrato di poter far bene e sapersi divertire sul parquet.

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Morlando Domenico