Songs of Innocence, il nuovo album degli U2, sarà disponibile dal 13 ottobre prossimo. Intanto è ancora gratis nelle librerie iTunes e preimpostato in ogni iPhone 6 o 6 Plus sul mercato. Scopriamolo pezzo per pezzo.

– The Miracle (Of Joey Ramone): è The Edge ad aprire le danze e a darci il benvenuto nella tracklist con la sua potente chitarra. Ennesimo pezzo omaggio alla deceduta star punk dei Ramones, cui Bono e gli altri devono molto, e che si dice sia morta ascoltando All That You Can’t Leave Behind. La chitarra graffia, il sound è energico e ricorda lontanamente tale Mysterious Ways.
Si definiscono come ‘four pilgrims’ gli U2, quattro musicisti in cerca di un futuro, finché qualcosa non li sblocca, come un miracolo.

“I woke up at the moment when the miracle occurred
Heard a song that made some sense out of the world
Everything I ever lost now has been returned
The most beautiful sound I ever heard”.

http://youtu.be/7ezOFeXuCMU

– Every Breaking Wave: inno classico degli U2 molto in stile With Or Without You, con una melodia serena e pulita in cui The Edge sfodera la purezza della sua chitarra. Un pezzo intimo, sulla difficoltà dei rapporti di coppia. Ci investe dritti come un’onda si infrange sugli scogli.

“If you go
If you go your way and I go mine
Are we so
Are we so helpless against the tide?”.

– California (There Is No End To Love): il primo viaggio in California della band raccontanto in un pezzo dalle sonorità multiple e ben distinte. Ritornello caratteristicamente aperto dalla voce squillante di Bono, in tandem con le note di un synth. Vecchio sound U2, anche se con meno chitarra, unito alle moderne sperimentazioni.

“All I know
And all I need to know is there no end to love”.

Uno dei passi più rappresentativi dell’intero album. Non c’è fine all’amore.

– Song For Someone: picco di assoluta bellezza dell’intero album, insieme ad “Iris”. Il primo incontro di Bono con Alison, sua futura moglie. Il loro matrimonio influirà parecchio sulla personalità dell’artista. Dichiarazione d’amore in alcuni versi, commuovono le parole e il sentimento con cui sono cantate.

“I was told that I would feel
Nothing the first time
I don’t know how these cuts heal
But in you I found a right”.

– Iris (Hold Me Close): la morte di Iris, madre di Bono, un trauma difficile da scrollarsi di dosso raccontatoci da un uomo di mezza età. Musicalmente impeccabile.

“Hold me close and don’t let me go
Hold me close.”

– Volcano: pezzo rombante, un’esplosione di suoni, a partire dal basso prepotente di Adam nell’intro, in scia ai drummings di Larry, per finire ai riff di The Edge. Giovanile, vera rappresentazione degli U2 di Boy e War.

“You were alone
But you are rock n’ roll”.

Maturi, in piena consapevolezza del loro sound, sono gli U2 nella loro interezza.

– Raised By Wolves: sound intrigante nel racconto di un’esplosione di un auto bomba avvenuto vicino casa di Bono.

“I’m in a white van as a red sea covers the ground
Metal crash I can’t tell what it is
But I take a look and now I’m sorry I did.
5:30 on a Friday night 33 good people cut down”.

– Cedarwood Road: dedicato agli amici di infanzia Guggi e Gavin Friday, il pezzo passeggia fra i ricordi di Dublino anni ’70, nelle strade che hanno visto crescere gli U2, dal centro fino a Cedarwood Road e ai suoi alberi di ciliegio, di fronte ai quali è cresciuto Bono.
E per l’occasione, siamo andati a farci una passeggiata ‘virtuale’ in quel di Dublino:

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– Sleep Like A Baby Tonight: Bono e i suoi sogni adolescenziali, le speranze di un tempo, i contrasti con suoi padre. Pezzo di stampo elettronico, molto anni ’80, unione di tastiere e riff con un ruvido assolo alla fine, accompagnato dalla base creata in synth.

“Dreams,
It’s a dirty business, dreaming”.

– This Is Where You Can Reach Me Now: omaggio a Joe Strummer e ai Clash, altra fonte d’ispirazione degli U2; chitarra ridimensionata in stile dance rock dove si sente molto l’intervento dell’album producer Danger Mouse.

“We come from an ancient place
Beyond what we can see
We’ve come to colonize your night
And steal your poetry”.

– The Troubles: atmosfera mistica, ritmo lento, la perfetta conclusione di un viaggio indietro nel tempo. Uno sguardo al presente, uno sguardo dentro ognuno di noi, al nostro lato più nascosto.

“You think it’s easier
To give up on the trouble
If the trouble is destroying you”.

Nicola Puca

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Studio Ingegneria Aerospaziale alla Seconda Università degli Studi di Napoli. Sostengo la politica giovanile e comunale insieme agli amici di Agorà-Lavoro, Partecipazione e Libertà; scrivo per passione, per la necessità di leggermi e di imparare dai miei errori. Sono un alfista senza un’Alfa, un seriofilo senza DVD, un Jedi senza una spada laser.