CASERTA- Il Consorzio Unico di Bacino delle province di Napoli e Caserta è ormai nell’occhio del ciclone. Il consorzio dei rifiuti, dopo i 118 mln di euro sequestrati, deve ancora regolare gli stipendi arretrati dei dipendenti.

Si tratta di ben 18 mensilità, che centinaia di famiglie richiedono. L’opinione pubblica ricorderà l’episodio dello scorso febbraio al Festival di Sanremo, durante il quale due dipendenti minacciarono di gettarsi nel vuoto se non avessero letto la lettera indirizzata alle istituzioni. Malgrado l’appello disperato dei lavoratori, la situazione non è cambiata; e nonostante i sindacati e le leggi vigenti in materia, questi lavoratori non hanno un referente che faccia le loro veci e si occupi dei loro interessi.
Il Consorzio si preoccupa solo di affrontare, per ora, le 4 inchieste giudiziarie, da cui è emerso che il Consorzio, tra il 2008 e il 2012, non ha versato agli Enti previdenziali e dall’Erario una somma pari all’importo sottoposto a sequestro.

Intanto, mentre i pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere Antonella Cantiello e Silvio Marco Guarriello si occupano delle questioni giudiziarie e il Consorzio cerca di subirne il minor danno possibile, a rimetterci sono i lavoratori. Ancora non si spiega come, in seguito alle inchieste, il Consorzio non sia stato ancora sciolto e i dipendenti continuino a lavorare senza retribuzione. Dovrebbero essere assorbiti dalla Provincia, invece no, sono fermi in attesa di stipendi arretrati e chiarezza. Tra gli indagati ci sono molti dei soggetti liquidatori nominati dali presidenti delle Province di Napoli Caserta: Gianfranco Tortorano, Domenico Pirozzi, Lorenzo Di Domenico e Gaetano Farina Briamonte) e gli ex presidenti Enrico Fabozzi (già sindaco di Villa Literno, attualmente consigliere regionale e imputato in un processo per concorso esterno in associazione camorristica) e Luigi Munno, attuale sindaco di Macerata Campania. I lavoratori continuano a rivolgersi alle istituzioni affinché possano impiegarli nuovamente e diversamente dichiarando che, finché non verrà fatta chiarezza e giustizia, continueranno nella loro lotta.

Agnese Cavallo

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Agnese Cavallo, nasce a Napoli il 14 novembre 1985. Da sempre appassionata di classicità, da quando il padre le raccontava i miti greci e l’Odissea in lingua napoletana, decide che la letteratura e le materie umanistiche saranno il suo futuro. Si iscrive, così, al Liceo classico Quinto Orazio Flacco di Portici (Na) e continua l’esperienza umanistica alla Facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli. Consegue la Laurea triennale nel 2013 con 103/110, presentando una tesi sull’opera di Francesco Mastriani “i Vermi. Studi storici sulle classi pericolose in Napoli”, importante giornalista e scrittore di feullitton napoletano di fine ‘800. Il giornalismo, infatti, è da sempre una passione e, quasi, una vera missione. Convinta che i giornalisti siano spesso persone lontane dalla realtà, pronti, più che alla denuncia alla gogna mediatica, nei suoi articoli preferisce una sana soggettività volta all’etica e al sociale anziché un’oggettività moralistica e perbenista. Nel febbraio 2012 inizia la sua esperienza con il giornale “Libero Pensiero” prediligendo il sociale, la cronaca, la cultura e anche la politica. Il suo argomento preferito? Napoli, tra contraddizioni e bellezza.