Filosofia è la denominazione con la quale l’arte del sapere e l’amore per lo scoprire si fanno spazio nella storia delle discipline antiche ed attuali; ed anche se con scarsa popolarità, la scienza del conoscere è la sola a garantire la tutela a quei valori quali civici e morali di cui pochi, in tempi odierni, ne contemplano la giustezza o la fierezza nell’esaltazione.

E così, purtroppo, fortemente banalizzata nel ridimensionamento scolastico, la cultura filosofica diviene un concentrato storico da ridicolizzare o da neutralizzare secondo tesi opache o fondamentalmente scorrette.

Ma in queste pagine virtuali, cercheremo di cogliere – metaforicamente – le sfumature dei vari odori di una rosa bianco stoico – le quali punte raggrinziscono ingiallendo – staccandone petalo su petalo, senza perderne il profumo che la concretizza in qualità di fiore prediletto.

Immagineremo la seguente rubrica come il riflesso sbiadito della favola mitologica di Eco la cui vita fu ridisegnata da Narciso; quest’ultimo fu l’uomo che non riuscì né per amore né per benevolenza ad aiutare la ninfa che si diceva innamorata di lui. E quando gli Dei decisero di punirlo, fu costretto a rispecchiarsi nel suo volto morendone per sempre, come ammaliato dall’intima bellezza che era la sola a considerare. Mentre la ninfa – che presenteremo nei prossimi articoli come l’ispiratrice cantante l’amore alla sapienza odierna – beh… Ella risuona tutt’ora invocando giustizia, essendo l’eco di se stessa.

Attraverso un’esperienza letteraria tra i grandi pensatori di sempre e formulando analisi critiche riguardanti la contemporaneità dei contenuti, la rubrica filosofica di “Libero Pensiero” si pone l’obiettivo di mostrare la rivalutazione fascinosa di idee praticate o astratte a cui solo l’intelletto puro e curioso può ambire; riscoprendo inoltre, la coscienza della vera verità: quella dedita alla nobiltà della giustizia, da sempre considerata argomentazione utopica in quanto, solo noumenicamente riflessibile, ma pur sempre pensabile, e quindi – azzarderei – potremmo immaginare sostanzialmente realizzabile.

Alessandra Mincone