Io i diritti garantiti dall’Art.18 non li vedrò mai, questo però non significa niente. E’ tutta una questione di visioni ridotte, se mi limito al facile slogan posso dire che i sindacati hanno rotto i coglioni, che il Paese si deve modernizzare, che non si fa mai niente per quelli che certe garanzie non sanno neanche cosa siano. Guardiamo però oltre, e mi pongo una domanda, perché attaccare sempre dalla parte dei diritti? Forse perché è utile contrastare chi dovrebbe (e uso il condizionale volutamente) tutelare, per poi togliere ogni diritto ed equiparare tutti, relegandoli, se va bene, a contratti determinati con la libertà di poter licenziare in ogni momento? Qui il punto non è la modernizzazione, qui il problema è che l’unico coordinamento internazionale esistente è in mano al mercato privo di regole, e nel Globalismo (l’economia che comanda la politica) non c’è spazio per i diritti. Poi quando avrete contratti da 3 mesi con stipendi da manodopera a basso costo come i cinesi non venite a piangere, perché al momento avete solo dimostrato che siete solo in grado di riempire le piazze solo quando si tratta di Berlusconi, perché poi quando siete voi sul carro eseguite gli ordini. Non posso far a meno che pensarla in questo modo. Il mercato ha bisogno di estendere i propri confini, e di abbattere ogni tutela. Fate vobis.

 

Ottavio Herbstritt