Prosegue il soggiorno californiano del premier italiano Matteo Renzi, che ieri sera è stato impegnato in una cena alla Stamford University con investitori e leggende della Silicon Valley e della politica americana. Oggi il premier sarà coinvolto in una serie di incontri con le varie anime della comunità di emigranti italiani a San Francisco. Scopo di questi incontri non è la dimostrazione di solidarietà e di vicinanza a chi ha dovuto abbandonare il paese, considerate anche le migliori condizioni di vita di cui godono gli italiani negli USA, né tanto meno la ricerca di nuovi investitori , bensì la raccolta di proposte per evitare ulteriori fughe di cervelli e per ridare dinamismo all’imprenditoria hi-tech italiana.

Il premier in Silicon Valley si trova davanti ad un’immagine deformata della nostra economia e della nostra ricerca. Questo melting pot di culture e competenze provenienti da tutto il mondo, rappresenta tutto ciò che non siamo e tutto ciò che non ci siamo mai sforzati di essere, in termini di competitività e di cultura del merito, da qui possono partire le critiche più feroci (e più costruttive) nei confronti del Sistema Italia, frutto del rancore di chi è stato cacciato dal nostro paese a causa dei pregiudizi nei confronti della tecnica e della cultura scientifica. A questo ambiente già non ottimale per il fiorire del hi-tech, si sovrappone il sistema di clientele e nepotismi che, oltre a privare di credibilità il mondo accademico, pone i ricercatori nelle condizioni degli stagisti, poco retribuiti e poco valorizzati.
Probabilmente i consigli dai cervelli fuggiti dal nostro paese, incideranno su questi argomenti, più facile evitare il deflusso di ulteriori talenti e competenze dal nostro paese, più facile favorire l’internazionalizzazione delle nostre università facendo affluire ricercatori dall’estero, molto poco realistico far ritornare i cervelli emigrati nell’ultimo decennio.
Poi verrà la volta dei CEO di alcune grandi compagnie americane, prima visiterà il quartier generale di Twitter, quindi incontrerà il capo di Yahoo!, Marissa Meyer.

Percorrendo a ritroso il percorso dei pionieri e dei pellegrini che hanno fondato la terra dei liberi, il premier proseguirà il suo viaggio negli States in direzione est, giovedì parteciperà ad un incontro tra capi di stato presso l’ONU, dove verranno affrontate soluzioni alla delicata situazione geopolitica globale e tematiche ambientali. Quindi venerdì sarà a Detroit, dove incontrerà l’ad di FCA, Sergio Marchionne, il quale sicuramente lo spronerà a proseguire il suo percorso di demolizione del diritto sindacale e le riforme dell’assetto istituzionale.

Insomma la settimana in questione sarà per Renzi spunto per profonde riflessioni sul suo futuro e su quello del paese, molte le fonti d’ispirazione, ed il premier dovrà anche recuperare spirito ed energie per affrontare l’intensa attività parlamentare predisposta nei mesi scorsi.