Il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, domani, annuncerà l’addio alla guida del sindacato, dopo che, nel 2006 era stato scelto e riconfermato nel 2009, in anticipo rispetto alla scadenza del mandato, che lo avrebbe visto, tra 6  mesi, dover dire addio alla carica, in quanto avrebbe raggiunto i limiti di età, infatti avrebbe raggiunto, nel 2015, ben 66 anni.
Il regolamento della Cisl, teoricamente, prevedeva come limite 65 anni, ma, Raffaele Bonanni, aveva avuto una proroga, permettendogli di esercitare quindi per un altro anno.
La notizia è stata confermata da fonti vicine al Segretario generale e, da domani, si comincerà a parlare della successione, anche se, in pole position per il ruolo le indiscrezioni parlano di Annamaria Furlan già segretario generale aggiunto.

Per domani è prevista una riunione della segreteria confederale con tutti i responsabili delle categorie e delle strutture regionali, cominciando, quindi, il percorso che condurrà alla sostituzione di Raffaele Bonanni e al rinnovamento della segreteria confederale, la quale decadrà totalmente insieme alle dimissioni dell’attuale segretario generale, insieme al Consiglio generale, entro la prima decade di ottobre, se nulla dovesse intoppare il processo.

Come detto, Annamaria Furlan è in pole position per la posizione, ma chi è?

Annamaria Furlan ha iniziato la sua attività sindacale nel 1980, come delegata del Silulap, ovvero la categoria Cisl dei lavoratori postali e, successivamente, è diventata segretaria provinciale e regionale.
In seguito ha guidato la Cisl di Genova e la Cisl regionale della Liguria.
Dal 2002 è passata a ruoli nazionali ed è stata messa come segretario confederale della Cisl, attinendo ai settori terziari e servizi, ovvero commercio, turismo, banche, assicurazioni, telecomunicazioni, spettacolo, editoria, trasporti, poste, authority, politiche agroalimentari ed energetiche.
«Quella di Annamaria Furlan – aveva affermato Bonanni al momento della sua elezione – è una scelta per dare più forza e continuità alla gestione dell’organizzazione nel modo più equilibrato possibile ed in piena unità interna».

Fabio Scala