Mario Draghi ha riferito al Parlamento UE in merito alla situazione economica europea e alle soluzioni politiche proposte in questi giorni.
Alla luce dei dati negativi evidenziati nell’ultimo bollettino mensile ed in virtù della frenata registrata stamattina dagli indici sulla produzione manifatturiera europea, con tutte le ragioni del caso, ha affermato che “la crescita ha perso impulso” e che le riforme sono state insufficienti.
Continua a sottolineare come l’empasse in cui si trova il mercato del lavoro, con una quota troppo alta di disoccupati in tutto il continente europeo, e la debole crescita del creditotolgano forza alla ripresa”.
Le colpe principali, secondo Mario Draghi, sono da attribuire ai governi nazionali che “continuano a finanziare la spesa corrente” invece di usare il risparmio generato dalla riduzione dei tassi d’interesse per “finanziare buoni programmi che constribuiscono alla crescita”.
Insomma il Governatore afferma, a buon diritto, che le risorse investite nei servizi pubblici vengano sottratte alle riforme strutturali, e che questo allontana gli investitori da Eurolandia, senza risparmiare nessuno.
Infatti, Draghi,  raccomanda ai “paesi che hanno spazio di bilancio” di “seguire le raccomandazioni europee che hanno loro stessi sottoscritto al Consiglio europeo” , chiaro riferimento ai tedeschi, colpevoli, secondo Draghi,  con il loro avanzo primario di sottrarre risorse all’economia reale, fenomeno registrato dalla contrazione della produzione manifatturiera tedesca negli ultimi due mesi, continua il suo discorso affermando che “Nel Patto di stabilità ci sono margini di flessibilità per tutti,chi non ha margini di bilancio può ridistribuire le priorità orientandole alla crescita, cioè dando priorità a investimenti, abbassando le tasse e pensando di ridurre la spesa improduttiva” ritornando sull’argomento del risparmio in conto interessi “sprecato” nell’erogazione di servizi.

il Governatore, inoltre, ribadisce gli sforzi messi in atto dalla BCE per restituire credibilità all’Eurosistema e nella svalutazione dell’Euro nei confronti delle principali divise del commercio internazionale, tale manovra, dovrebbe restituire dinamismo all’export europeo, nel tentativo di dare fiato alle aziende manifatturiere.

Draghi ha presentato le previsioni prodotte dalla BCE, sul futuro andamento dei tassi d’interesse e sulla futura stabilità dei prezzi.
Il primo avvertimento parte dalla dinamica inflazionistica, con una momentanea stabilità nei prossimi mesi ed una previsione al rialzo per l’indice dei prezzi nel biennio 2015-2016.

Infine il Governatore ha preso atto della falsa partenza del suo piano di finanziamenti alle banche a medio-lungo termine, con esiti deludenti (solo 82,5 i miliardi erogati alle 255 banche richiedenti, a fronte dei 150 previsti dagli analisti) che però sono “all’interno dell’intervallo previsionale che avevamo, sulla base delle intenzioni espresse dalle banche”.

Marco Scaglione