Sono cinque i Paesi arabi che questa mattina, insieme agli Stati Uniti hanno effettuato i primi raid contro Isis in Siria. Damasco fa sapere di essere stata messa al corrente dagli Usa degli attacchi sul proprio territorio. L’offensiva è massiccia: aerei da combattimento, bombardieri e missili Tomahawk lanciati dalle navi hanno colpito numerosi obiettivi nel nord del Paese, precisamente nella provincia di Raqqa.

“Posso confermare che forze americane e alleate stanno compiendo azioni militari contro terroristi dell’Isil (Is) in Siria attraverso l’utilizzo di caccia, bombardieri e missili Tomahawk” ha detto l’ammiraglio John Kirby, portavoce del Pentagono. Dalle stesse fonti arriva l’indiscrezione che i raid “sono diretti a colpire la capacità di comando dell’Isis e quelle di controllo, rifornimento e di addestraento”. La Ong Osservatorio siriano dei diritti umani fa sapere, comunque, che più di venti miliziani appartenenti all’Isis sono morti nella notte a causa degli attacchi militari in Siria.

Secondo le fonti del dipartimento di Difesa degli Usa, i partner che partecipano all’operazione militari sarebbero Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Baherein: “La decisione di condurre i raid aerei è stata presa oggi dal comandante del Comando centrale Usa sulla base dell’autorizzazione ricevuta dal Comandante in capo”, il presidente Barack Obama, ha detto l’ammiraglio Kirby.

Gli obiettivi degli Usa in Siria, secondo quanto riferisce il Washington Post, sarebbero 20 e tutti da colpire nella prima ondata di bombardamenti. L’azione fa seguito a quella avviata l’8 agosto in Iraq. Da allora i caccia americani hanno colpito e distrutto almeno 190 obiettivi, secondo le indiscrezioni della Difesa statunitense, con il fine ultimo di proteggere il personale diplomatico e militare americano, ma anche di sostenere le forze irachene impegnate nel contrastare l’Isis.

L’operazione in Siria è stata fatta presente al governo di Damasco, perché, sul possibile attacco, il ministero degli Esteri siriano ha specificato che “gli americani lo hanno detto al rappresentante siriano presso le Nazioni Unite”. Mosca, dal canto suo, avrebbe dato il via libera all’operazione se e solo se ci fosse stato “il consenso di Damasco”, senza il suo “sì” le operazioni militari sarebbero state considerate un’aggressione armata contraria al diritto internazionale. Ma secondo il New York Times, il presidente Bashar al-Assad non avrebbe dato il via libera all’offensiva americana nel proprio territorio.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.