NAPOLI- Ormai tutta Italia è a conoscenza della condizione in cui vivono gli abitanti delle zone delle province tra Napoli e Caserta, la cosiddetta Terra dei Fuochi, che a causa della forte presenza di rifiuti tossici compie numerosissime vittime ogni anno. Lo smaltimento illegale di rifiuti industriali e di rifiuti tossici e nucleari è responsabile di un altissimo tasso di tumori, che colpisce soprattutto le donne, al seno e alla tiroide, e i bambini.

Ed è proprio una donna, Valeria Fabrizia Castaldo, ad averci lasciato a soli 40 anni dopo aver lottato a lungo contro il male che l’affliggeva. La donna dirigeva dal 2004, anno della sua fondazione, il Centro di servizio per il volontariato di Napoli e provincia, contribuendo alla crescita del mondo del Sociale in città. Era impegnata nel campo del volontariato sin dal 1997, quando aveva iniziato a collaborare col progettoVolinforma, lo sportello di supporto alle associazioni, la prima vera sperimentazione sociale dell’amministrazione comunale napoletana, che successivamente diede vita anche al portale Napoli Città Sociale. D’estate faceva volontariato in Brasile, e il tempo libero lo trascorreva assistendo i ragazzi difficili, dedita all’azione umanitaria da quando aveva vent’anni.I funerali si sono tenuti domenica scorsa nella Basilica di Sant’Antonio Abbate a Casoria

«Oggi son qui davanti ad un cursore che lampeggia a vuoto. Non so dargli il ritmo della scrittura stavolta perché in questa notizia ho perso parte di me – scrive Luca Mattiucci al Corriere del Mezzogiorno, suo collega e compagno – avrei voglia di scrivere a più non posso per dire a tutti voi cosa ho perso io, cosa ha perso il volontariato, cosa ha perso chi ha saputo volerle bene meglio e più di come abbia fatto io».

Camilla Ruffo