N.B., Questa rubrica vuole essere una sorta di macchina del tempo, dove mi impegnerò a presentare alcuni dei pezzi più importanti (il parametro seguito è il successo commerciale) nella storia della classifica inglese, settimana dopo settimana, partendo dal 1994, esattamente venti anni fa.

Questa settimana continua il dominio di Whigfield, ancora saldamente al numero 1. In salita anche Corona, questa settimana in seconda posizione. Scendono invece Wet Wet Wet, Kylie Minogue, Boyz II Men e R.E.M. Stabili, al numero 3, Mariah Carey e Luther Vandross, ma c’è una nuova entrata al numero 5…

Si tratta di Always, che segna il ritorno sulle scene dei Bon Jovi dopo due anni di silenzio. La band del New Jersey trova una rinnovata popolarità grazie a questa languida Power Ballad che tratta il classico tema di un amore finito male, strizzando spiccatamente l’occhio ad un pubblico adolescenziale. La canzone doveva essere inizialmente inserita nella colonna sonora del film Romeo Is Bleeding (in Italia Triplo Gioco), ma la band, non amando particolarmente la pellicola, decide di conservare il pezzo come hit per un ipotetico nuovo album. L’occasione si presenta con la pubblicazione di Cross Roads, un Greatest Hits che racchiude i maggiori successi di dieci anni di carriera e due brani inediti, uno dei quali è appunto Always. La decisione si rivela vincente e il pezzo diventa il singolo più venduti di sempre della band, raggiungendo traguardi inattesi in tutto il mondo. Piccola curiosità: il pezzo venne presentato in anteprima mondiale (e in playback) al Festivalbar 1994.

Al numero 13 si piazzano i Prodigy con Voodoo People, ottavo estratto dal fortunato album Music For The Jilted Generation, che rappresenta il passaggio della band ad atmosfere più oscure e pesanti, dimostrandosi un successo di critica e pubblico. Il brano nello specifico campiona nientemeno che i Nirvana, e il videoclip gode di una massiccia esposizione nonostante venga inspiegabilmente censurato a causa della presenza di veri stregoni Voodoo. Il pezzo diventa così un classico della Techno-Rave, venendo remixato, tra gli altri, da i Chemical Brothers e i Pendulum, proprio quest’ultima versione riporta il brano in classifica nel 2005, dopo ben undici anni.

Al numero 18 troviamo We Are The Pigs dei Suede. Il brano inaugura il nuovo corso della band, che deve fare i conti con la dipartita dello storico chitarrista Bernard Joseph Butler, abbandonando l’impronta malinconica che ha caratterizzato i loro primi lavori, mostrando un’attitudine aggressiva e ricorrendo all’impiego di sonorità decisamente più cupe, al limite della claustrofobia. Questa evoluzione, nonostante venga accompagnata da risultati artisticamente pregevoli, non convince pienamente il pubblico inglese. Il videoclip, inoltre, è oggetto di scarsa promozione a causa dei contenuti esplicitamente violenti e ciò contribuisce ulteriormente a far passare il singolo in sordina.

Al numero 40 una nuova entrata segna il debutto nel mondo discografico per Naomi Campbell: Love And Tears si rivela un incredibile flop dal punto di vista commerciale seppur qualitativamente non sia del tutto da disprezzare, dal momento che si è sentito molto di peggio uscire da ugole ben più imponenti (Qualcuno ha detto Mariah Carey?). La Top Model non è di certo nuova al patinato mondo del pop da classifica avendo fatto da comparsa nei video di artisti dal calibro di Michael Jackson e George Michael, ma per la prima volta si cimenta in un progetto musicale personale con un brano che richiama l’India ma che punta forse eccessivamente sulla speranza di un’ipotetica risonanza mediatica derivante dall’importanza del nome coinvolto più che sui contenuti veri e propri, pagandone il prezzo.

Per questa settimana è tutto, alla prossima per un altro viaggio nel tempo.

Alfredo Gabriele Galassi