Come alcuni ricorderanno, Bonaccini, segretario del PD in Emilia Romagna e candidato alle primarie del PD per il post-Errani era indagato per peculato, nell’inchiesta sulle spese avute dai consiglieri dell’Assemblea legislativa dal 2010 al 2012.

A Bonaccini, infatti, erano state contestate spese che si aggiravano sui quattromila euro, ma, oggi, una notizia lo avrà sicuramente rassicurato:
infatti, dopo l’istanza di archiviazione presentata dall’avvocato di Bonaccini, che è quasi normale nel campo processuale, essa è stata chiesta anche dai titolari dell’inchiesta, i pubblici ministeri Morena Plazzi e Antonella Scandellari, inoltrata, ovviamente, al giudice delle indagini preliminari.

Sicuramente l’azione di Bonaccini, che, dopo aver appreso di essere indagato, aveva chiesto di essere sentito dai magistrati per poter chiarire la sua posizione ha aiutato e, come si vede dalla richiesta di archiviazione, questo deve aver convinto i pubblici ministeri titolari delle indagini.
Ora, quindi, dovrebbe proseguire senza alcuna incognita la corsa di Bonaccini per le primarie del 28 settembre, in vista delle elezioni regionali di novembre.

La replica di Bonaccini

La reazione di Bonaccini, ovviamente, non si è fatta attendere, che ha espresso soddisfazione per la notizia e, sicuramente, ciò gli avrà fatto piacere, specie dopo l’offerta di collaborazione e di fornitura di informazioni:
«Sono sempre stato convinto di aver fornito gli elementi utili a chiarire tutti i profili oggetto di accertamento e fiducioso nell’operato della magistratura […] Sono ovviamente molto soddisfatto della richiesta di archiviazione che dimostra il pieno convincimento da parte degli stessi organi inquirenti dell’assoluta regolarità e correttezza dei miei comportamenti»

La reazione del PD al caso Bonaccini

Su Twitter il vicesegretario del PD Lorenzo Guerini ha scritto:

e anche il deputato di Cesena, sempre del PD, Enzo Lattuca, ha riservato parole su twitter su questa notizia: