Continua senza soste la battaglia attorno all’articolo 18.
Dopo Bersani, che anche da Floris ha apertamente sfidato Renzi, e tutta l’ala sinistra del PD, anche Grillo si scaglia contro il Partito Democratico per la riforma del lavoro.

In un post apparso sul blog di Grillo a firma di Aldo Giannuli, l’ideologo del MoVimento 5 Stelle, i militanti del PD dovrebbero ribellarsi contro la riforma dell’art. 18. “Renzi sta riuscendo dove non sono riusciti Monti e Berlusconi, sta trattando la Cgil come uno straccio per la polvere: compagni del Pd cosa aspettate ad occupare le sedi e far sentire la vostra voce?” scrive Giannuli sul post, dove invoglia l’ala sinistra del PD e i militanti ad “occupare le sedi del partito“.

Secondo Giannuli, dopo l’attacco all’articolo 18 arriverà l’offensiva anche verso le altre parti del mercato del lavoro, in primis “all’illicenziabilità della PA, l’ulteriore tagli dei salari, l’ulteriore dequalificazione della forza lavoro e la definitiva espulsione del sindacato dalle aziende“. Infine si fa un appello alla minoranza del PD, affinchè l’articolo 18 sia il vero tema su cui far cadere il governo guidato da Matteo Renzi.

Al post replica immediatamente Gianni Cuperlo, interrogato dai giornalisti, secondo cui l’ipotesi portata avanti dal leader del MoVimento è ridicola. “Sarebbe irresponsabile far cadere il governo Renzi“, dice Cuperlo. “Sulla questione del lavoro discuteremo nel Pd e troveremo una soluzione unitaria e utile a riformare il mercato del lavoro in modo positivo e moderno. La sinistra non lavora per far cadere il governo ma per aiutarlo a fare riforme migliori” conclude Gianni Cuperlo.

La riforma del lavoro di Renzi in parlamento

Intanto nelle aule del parlamento si porta avanti la battaglia delle opposizioni a suon di emendamenti.
Al senato sono stati presentati 689 emendamenti per la legge delega per il lavoro, che a molti sembra quasi un assegno in bianco firmato al governo di Renzi.
Questi emendamenti sono stati presentati per lo più da Sel e M5S, con il primo che è corso in soccorso e sostegno agli emendamenti dei democratici a sinistra di Renzi; la logica adottata dal partito di Vendola è quella di cercare di ridurre i danni.
Secondo Loredana De Petris è impensabile una “delega in bianco al governo per la riforma del lavoro“, mentre il componente nella commissione lavoro in quota SEL, Giovanni Barrozzino, dice che prima di parlare di una seria riforma del lavoro, soprattutto di iniziativa governativa, è necessario avviare una discussione oculata nell’apposita commissione.
Duro anche Giorgio Airaudo, eletto con SEL, secondo cui il “vero ministro del lavoro è Sacconi“. Secondo l’ex sindacalista Fiom, infatti, “Renzi è una pallida replica di Monti”.
Airaudo, infine, chiede un riequilibrio nella rappresentazione dei lavoratori affinchè possano riformare il sindacato.

Francesco Di Matteo