Cari lettori e care lettrici, vi do il benvenuto al primo numero di una nuova rubrica di Libero Pensiero, Modello Svedese, uno spazio dove il sottoscritto analizzerà alcuni importanti fatti di politica e attualità. In questo numero di presentazione vi spiegherò il significato del nome di questa rubrica e perché sia legato al punto di vista che sarà adottato nei numeri a venire.

Sin dalla nascita del sistema parlamentare moderno, esso ha visto al suo interno il contrapporsi di due grandi forze. In Gran Bretagna abbiamo sin da subito lo scontro WhigTories. In Francia la diversa disposizione delle forze parlamentari progressiste e conservatori all’interno della camera nel XVIII secolo ha portato alla nascita dei concetti di Destra e Sinistra, subito adottati per descrivere gli schieramenti politici degli altri paesi democratici, come ad esempio in Italia, per cui si parla di Destra storica e Sinistra storica in riferimento alle due fazioni che si alternarono al governo del Bel Paese nella seconda metà del XIX secolo.

I blocchi che si sono contrapposti nella storia politica italiana hanno cambiato i loro connotati, ma sono sempre stati principalmente due: Democrazia Cristiana ed alleati vs Partito Comunista Italiano nella prima repubblica; Centro-destra vs Centro-sinistra nella seconda. Le coalizioni della seconda repubblica hanno ereditato in parte i tratti di DC e PCI, ma la contrapposizione si è fatta meno netta e le due fazioni si sono avvicinate, tant’è che la differenza di spicco è fra estremisti e moderati, piuttosto che fra Destra e Sinistra: a prescindere da ciò, comunque, rimane sempre una contrapposizione fra due, e non più di due, forze.

L’ossessione di inquadrare qualsiasi fenomeno all’interno delle categorie di Destra e Sinistra produce storture, oltre ad ingigantire l’importanza della classificazione. Essa dovrebbe servire a semplificare il quadro politico, invece che ad influenzare le scelte degli elettori: mi spiego meglio. La querelle riguardante Renzi e la sua collocazione politica, per cui egli sarebbe di Destra per alcuni e di Sinistra per altri, ha acquisito un peso enorme per l’elettorato, nonostante sia una semplice classificazione la cui importanza, in sé, dovrebb’essere insignificante.

Negli ultimi decenni si è affacciata, però, ciò che è definita “Terza Via”. Una posizione politica che sia alternativa al neoliberismo e al socialismo, ma che al contempo abbracci entrambe, raccogliendo elementi da entrambe le ideologie in un mix che non risulta essere un semplice miscuglio confuso, ma un’ideologia coerente in sé.

Sono indicati, come esponenti di questa Terza Via, alcuni leader di sinistra lontani dal tradizionale socialismo, come Tony Blair e Bill Clinton. Ma l’espressione piena è costituita dal cosiddetto “modello svedese”.

Si tratta di un sistema politico affermatosi nei paesi scandinavi e che, di tanto in tanto, viene esaltato dai nostri giornali, in quanto i paesi scandinavi appaiono agli italiani come una sorta di paradiso terrestre.

Premessa: la bassa densità abitativa consente alcune soluzioni difficilmente praticabili in Italia. In sintesi, ecco il modello svedese:

  • Welfare nazionale ai massimi livelli: sanità, istruzione e previdenza gratuiti ed universali
  • Alta spesa pubblica dovuta ad un alto numero di dipendenti statali, oltre a pensioni ed indennità di disoccupazione di tenore relativamente alto ed assicurate a tutti
  • Pressione fiscale alta per sostenere l’alta spesa pubblica, comunque investita in modo adeguato nel welfare; la tassazione è progressiva, i ceti più alti pagano una percentuale di tasse maggiore rispetto ai ceti meno alti
  • Poche barriere al mercato, per favorire il commercio e la nascita di nuove imprese
  • Flexsecurity: lavoro flessibile ma sicuro. Il posto fisso non esiste, a causa dell’alta mobilità, ma il sistema mira a garantire la piena occupazione; i disoccupati, in percentuale minore rispetto alla media europea, hanno comunque le spalle coperte grazie alle indennità

Il modello così delineato si configura, appunto, come un mix di liberismo e socialdemocrazia, amalgamate nel modo giusto per funzionare.

Perché questa disamina? Il punto di vista di questa rubrica rispecchierà fedelmente lo spirito del Modello svedese: il superamento dei vecchi preconcetti e delle vecchie categorie, con la consapevolezza che esse servono solo a semplificare e non a complicare le nostre vite.

Già Gaber aveva demolito la distinzione della politica nei due poli Destra e Sinistra. Ogni fenomeno umano è complesso, non esistono unicamente bianco e nero, ma sfumature infinite.

Chi cerca di inquadrare Renzi come uomo di Destra e di Sinistra già sbaglia, perché egli stesso si ispira, de facto, al modello svedese. Renzi è una sfumatura da trattare come tale, e in tal modo agirò nei numeri seguenti.

Stay Tuned!

 

Il Direttore

Davide Esposito