La Russia ha svolto in questi giorni le più grandi esercitazioni militari dai tempi dell’Unione Sovietica.

La cinque giorni di esercitazioni militari, che ha avuto luogo nell’estremo est della potenza euroasiatica, ha coinvolto 100mila soldati, 1500 carri armati, 120 aerei, 5000 pezzi d’artiglieria e di supporto, 70 navi della flotta del Pacifico.

Osservatori militari di 30 paesi hanno seguito da vicino le esercitazioni, e nell’ultima fase si sono unite truppe di Angola, Cina, Malaysia, Corea del Nord, Perù, Venezuela, Zimbabwe ed altri paesi. Interessante notare come quest’ultima fase abbia avuto luogo a Mys Skalistyy, località della Kamchatka affacciata sul mare di Bering, di fronte all’Alaska statunitense, alla presenza del ministro della Difesa russo, il generale Sergey Shoygu.

Le unità di rifornimento hanno dovuto spostare 10mila tonnellate di munizioni, carburante, razioni di cibo ed altro materiale per lunghe distanze, talvolta anche per migliaia di kilometri.

L’intera flotta russa del Pacifico era in mare per svolgere i propri compiti: proteggere la costa da un assalto di truppe da sbarco, svolgere addestramenti anti-sommergibile ed anti-sabotaggio, operazioni di minaggio ed uno sbarco sull’isola Vrangel nell’Artico, il primo del genere nell’area. I marines ed i paracadutisti hanno superato i test di sopravvivenza nel Circolo Polare Artico.

Uno squadrone armato con i missili cruiser Varyag ha svolto esercitazioni eliminando una task force nemica in mare aperto. Distaccamenti hanno invece lavorato provando i sistemi di difesa missilistica S-300, colpendo i bersagli dalla posizione di coda preparando i colpi in soli 15 secondi.
Nel frattempo, i caccia supersonici MiG-31 sono riusciti ad eliminare un attacco a bassa quota condotto con i missili cruise. Il president dell’Accademia dei Problemi Geopolitici Konstantin Sivkov ha dichiarato all’agenzia RIA Novosti che “La US Air Force non è addestrata per queste missioni, mentre altri paesi non possiedono aeromobili in grado di performare prestazioni di questo tipo. L’operazione Vostok-2014 ha dimostrato che in situazioni di emergenza la Russia è in grado di schierare una forza capace di sopprimere velocemente ogni aggressione verso il Paese.”

Le manovre, tuttavia, sono state accompagnate dalla morte di tre soldati. Un mezzo da sbarco stava affondando ed il pilota era intrappolato: due commilitoni sono morti nel tentativo di salvare l’uomo, deceduto anch’egli. L’incidente, sul quale sono in corso indagini, ha portato il ministro della Difesa a chiedere che venga riconosciuta un’onoreficenza alla memoria dei tre caduti.

Simone Moricca