NAPOLI- Why Not, l’inchiesta sulla spartizione degli appalti e del potere si è abbattuta ieri inesorabilmente come una scure sul sindaco di Napoli De Magistris, all’epoca dei fatti Pm di Catanzaro e sul suo consulente informatico Gioacchino Genchi.

I FATTI- Abuso d’ufficio l’accusa ipotizzata dal pm della Procura di Roma Roberto Felici.
Il giudice Rosanna Ianniello nella giornata di ieri ha sentenziato sulla richiesta della Procura, condannando quindi De Magistris e il suo consulente ad un anno e tre mesi e uno di interdizione dagli uffici per aver acquisito utenze telefoniche non consentite.

LE REAZIONI- ”Sono profondamente addolorato per aver ricevuto una condanna per fatti insussistenti” – commenta il sindaco De Magistris. ”In Italia, credo non esistano condanne per abuso di ufficio non patrimoniale. Sono stato condannato per avere acquisito tabulati di alcuni parlamentari, pur non essendoci alcuna prova che potessi sapere che si trattasse di utenze a loro riconducibili. Prima mi hanno strappato la toga, con un processo disciplinare assurdo e clamoroso, perché ho fatto esclusivamente il mio dovere, dedicando la mia vita alla magistratura, ed ora mi condannano, a distanza di anni, per aver svolto indagini doverose su fatti gravissimi riconducibili anche ad esponenti politici”.

“Si dimetta subito e paghi i danni” -ribatte Clemente Mastella-  indagato nel 2007 proprio dell’allora pm di Catanzaro De Magistris
“La giunta comunale è vicina al sindaco”. L’assessore al personale Moxedano esprime così solidarietà a De Magistris e lo invita ad andare avanti.
Il Pd per bocca del segretario provinciale Carpentieri non chiede apertamente le dimissioni dell’attuale sindaco, ma parla comunque di “questione politica”.
Dal centrodestra invece arrivano immediate le richieste di dimissioni a De Magistris, con il coordinatore di Forza Italia dell’area metropolitana che parla del sindaco come di un’esperienza ormai esaurita.
Il presidente della Regione Caldoro offre in maniera inaspettata una stampella a De Magistris e lo fa attraverso un tweet: “Condanna De Magistris. Garantistista a 360 gradi. Fino al terzo grado sempre innocenti”

Ora la sensazione più evidente è che questa vicenda, culminata con la condanna a De Magistris, abbia assestato forse un colpo decisivo alla già precaria amministrazione comunale.
Solo il tempo farà chiarezza in tal senso. Intanto la data del 12 Ottobre si avvicina inesorabilmente  e l’attuale sindaco di Napoli per quella data dovrebbe diventare super sindaco, acquisendo quindi anche la carica di sindaco della città metropolitana, ma a questo punto non sono da escludere anche clamorosi colpi di scena.

Pasquale De Laurentis

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Nasce a Napoli. Consegue il diploma al Liceo Classico Giuseppe Garibaldi di Napoli. E’ qui eletto rappresentante d’istituto dal 2004/2005 al 2008/2009. È cofondatore del giornale scolastico “L’Idea”. Nel settembre 2008, insieme ad altri componenti del Comitato Studentesco, è ospite in uno speciale del Tg di Italia Mia dedicato alla scuola, al quale partecipano gli assessori all’istruzione Gabriele, Cortese e Rispoli. Nel 2005 inoltre, diviene il responsabile provinciale di Napoli dell'Unione degli Studenti, dove è protagonista di numerose battaglie contro l’allora Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti. Nel 2008 partecipa attivamente al movimento studentesco dell'Onda, mentre nel 2009 si iscrive al corso di laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Napoli l’Orientale. Da sempre grande appassionato del mondo radiofonico, nel Febbraio del 2012, è cofondatore con Lorenzo Russo di Radio TIN, evolutosi in seguito nel blog Tin Napoli. Nel Giugno del 2013 collabora con la web radio locale RadioSca, dove conduce quattro appuntamenti di Generazione X, il programma da lui ideato, insieme a Lorenzo Russo. Il 12, 13, 14 e 15 Giugno 2014, prende parte al corso di conduzione radiofonica, presso Radio Crc Targato Italia, con insegnanti Max Poli e Rosaria Renna. Da Aprile 2014 inizia a collaborare con il periodico online Libero Pensiero News, dove dal Settembre dello stesso anno assume l'incarico di coordinatore della sezione locale di Napoli e Provincia. Da Aprile 2015 intraprende la collaborazione con Radio Amore Napoli come inviato. Nel Novembre 2015 è cordinatore del ciclo di seminari ''GIORNALISMO E NUOVA COMUNICAZIONE'' organizzato dalla Testata Giornalistica ''Libero Pensiero News'', insieme all'Unione degli Universitari presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli studi di Napoli Federico II

1 COMMENTO

  1. In Italia una condanna del genere è ORO COLATO, sopratutto per chi ha fatto della “Rivoluzione Civile”, dello “spaccare” e della sua lotta all’attuale sistema politico un segno distintivo della sua linea politica. Diciamoci la verità, questa, tra le tante condanne che DeMa potrebbe ricevere, è la più utile, è quella che gli affibbia l’etichetta di personaggio scomodo all’interno delle istituzioni, dato che tocca un punto molto caro a tutti noi, cioè le garanzie concesse ai nostri amatissimi parlamentari e la capacità da parte di questi ultimi di preservarle ed ingrandirle a seconda della loro utilità. La fine anticipata della sua giunta sarebbe l’ennesimo assist a chi come lui sa cavalcare il malcontento.

    Il Dema però dev’essere capace di sfruttare questa condanna, deve prendersi le sue responsabilità e dire che era consapevole del lavoro svolto da Genchi, deve comportarsi da condottiero e non da martire, perchè se scarica sul tecnico tutte le responsabilità (come l’accusa ha fatto intendere sia successo) rischia solo di fare la figura del magliaro facilone che pensa più al fumo che all’arrosto.

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