Dopo diverse settimane di pausa, l’History in Making ritorna su Libero Pensiero, debuttando nella sua versione 3.0, partendo dal recente referendum per l’indipendenza in Scozia per dimostrare una tesi apparentemente assurda: l’Europa sta tornando al Medioevo.

Un interessantissimo articolo comparso settimana scorsa su Daily Mail (http://www.dailymail.co.uk/news/article-2758795/Europe-divided-Map-shows-continent-look-separatist-movement-got-wish.html )mostrava un’ipotetica carta geografica dell’Europa nell’eventualità in cui ogni movimento separatista riuscisse nel suo intento: ed ecco, quindi, uno scenario politico in cui trovano il loro spazio gli Stati della Scozia, del Veneto, della Catalogna, dei Paesi Baschi e tante altre regioni dove i relativi movimenti autonomisti sono poco conosciuti.

Lo stesso articolo allegava, al contempo, una carta geografica dell’Europa ambientata al 1360. Ebbene, le somiglianze fra le due carte sono sorprendenti. Con il referendum in Scozia da poco cassato e con il tentativo di istituirne uno, col medesimo obiettivo, in Catalogna, le tenenze centrifughe d’ogni angolo d’Europa avanzano sempre più, rischiando di provocare, come detto all’inizio, un ritorno alla situazione politica medievale.

Perché tutto ciò? Quali sono le ragioni che muovono gli interessi degli indipendentisti? Questo numero di History in Making cercherà di dare una risposta.

Bisogna comprendere quali sono le meccaniche con cui nascono e si sviluppano le identità. Secondo Anthony D. Smith un’identità nazionale si basa su queste caratteristiche:[1]

1) un nome che esprima una identità separata;

2) l’esistenza di memorie, miti e simboli condivisi dai membri della nazione ma estranei a chi non vi appartiene;

3) un territorio comune, o ‘patria‘, in cui possa essere creata l’unità

4) una cultura pubblica cui partecipino tutti i membri della nazione;

5) una politica economica comune;

6) infine uno status politico di libertà per ciascuno di essi.

Un’identità di gruppo ben solida si sviluppa in un processo di lunga durata. Fra le caratteristiche indicate sopra, ad esempio, i nomi con cui si identificano le varie Nazioni hanno spesso un’origine medievale; per quanto riguarda la patria comune, l’identificazione fra una determinata etnia ed un determinato territorio è anch’esso fenomeno plurisecolare: un esempio è rappresentato dalla Palestina per gli Ebrei.

Il cuore di un’identità nazionale, però, è rappresentato dalla sua cultura. Non sono i tratti somatici, come pensava il Nazismo, a determinare le caratteristiche di un’etnia. C’è il bisogno di un gruppo che si riconosca in cultura, lingue, tradizioni, costumi, valori, rituali e memorie condivise. La chiave per la nascita di un’identità nazionale è la consapevolezza di appartenere ad un gruppo unito da un legame, per cui c’è bisogno di un sostrato, non imposto dall’alto, ma accettato da tutta la popolazione. Se ci sono persone che si sentono parte di un gruppo, allora tale gruppo esiste, a prescindere dalle loro caratteristiche biologiche.

In caso di tentativi dall’alto di creare identità comuni, la popolazione può non riconoscersi nella nuova identità, mancando gli elementi culturali comuni sedimentati nel tempo, e in tal caso l’unità nazionale è incrinata, poiché manca il senso di appartenenza ad un’identità comune.

La recente crisi economica fa sì che la popolazione veda in modo sempre più negativo i politici che reggono il proprio Stato, che non riescono ad attuare proposte concrete per arginare la crisi, e lo Stato stesso, inteso come istituzione, viene criticato, in quanto visto come apparato burocratico succhia soldi. La sfiducia verso lo Stato come istituzione si lega alla sfiducia verso lo Stato come nazione: delegittimando, ad esempio, la Spagna come istituzione, in quanto i partiti politici tradizionali si sono dimostrati inefficienti, viene delegittimata anche l’identità spagnola, ossia il collante che tiene uniti tutti gli abitanti del territorio governato da una stessa istituzione.

La risposta della popolazione, di conseguenza, è il rifugiarsi presso altre identità di gruppo, precedenti temporalmente alla formazione dell’identità nazionale moderna: è quindi il caso dell’identità scozzese, dell’identità catalana, etc. che rimandano, appunto, a Nazioni esistenti secoli e secoli fa… perlopiù nel Medioevo: si attinge dal passato per criticare il presente.

E se il fenomeno ci sembra lontano, basta guardare a casa nostra: il movimento neoborbonico non si richiama, forse, a quel Regno di Napoli nato nel XII secolo? Anche il nostro paese, quindi, come tutta l’Europa, sta vivendo un ritorno al Medioevo. E non è detto che sia negativo.

Stay Tuned!

 

Il Direttore

Davide Esposito

 

[1] Tratto dalla voce “Nazione” dell’Enciclopedia delle Scienze Sociali Treccani (raggiungibile a questo link:http://www.treccani.it/enciclopedia/nazione_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/ )