Secondo episodio dell’analisi sulla Eastern Conference NBA. Clicca qui per leggere il focus sull’Atlantic Division di NBA. Passiamo quindi alla Central Division.

  • Chicago Bulls, quintetto di partenza: Rose, Butler, Dunleavy, Gasol, Noah; coach: Tom Thibodeau.

La squadra della Windy City è una delle principali contender per il titolo. Derrick Rose torna dopo un infortunio durato due anni e dopo un mondiale non convincente per cercare di riscattarsi. Saranno fondamentali le prestazioni di Butler e soprattutto di Noah, che dovranno confermare ciò che di buono hanno mostrato la passata stagione. L’acquisto di Gasol è enigmatico; da un lato il catalano può essere l’arma aggiuntiva per i Bulls, nonostante le prestazioni delle ultime tre stagioni non siano state allo stesso livello di quelle con la nazionale iberica. Coach Thibodeau potrà affidare il ruolo di Ala Grande a Taj Gibson, nel caso Gasol non dovesse giocare all’altezza delle aspettative. Menzione d’onore per il rookie McDermott, con caratteristiche perfette per inserirsi nelle rotazioni dei Bulls, anche nel ruolo di titolare. Chicago rimane comunque una delle principali avversarie in NBA per i Cleveland Cavaliers.

  • Cleveland Cavaliers, quintetto di partenza: Irving, Waiters, James, Love, Varejao; coach: David Blatt.

Una squadra che può vantare la presenza del giocatore di basket più forte al mondo, l’MVP dei mondiali e uno dei lunghi più forti di tutta la National Basketball Association, non può non essere considerata la grande favorita per la vittoria dell’anello. I Cavs potrebbero arrivare in finale di Conference con estrema facilità, nonostante i problemi difensivi. Waiters non è in grado di garantire un’ottima copertura in difesa, esattamente come Irving e Love, ma a differenza degli altri due non garantisce nemmeno grandi prestazioni offensive. Non raggiungere la finale di Conference, sarebbe un fallimento, di conseguenza, coach Blatt dovrà lavorare molto per migliorare le abilità difensive della squadra, lasciando le chiavi del sistema d’attacco in mano a James, Love e Irving, giocatori di talento assoluto in questa NBA.

  • Detroit Pistons, quintetto di partenza: Jennings, Meeks, Smith, Monroe, Drummond; coach: Stan Van Gundy.

I Pistons sono una delle squadre più talentuose della lega in NBA, ma allo stesso tempo la squadra più disordinata. Per ristabilire l’ordine nello spogliatoio e sul parquet, la dirigenza di Detroit ha scelto Van Gundy nel ruolo di coach. Ci si aspetta quindi un gioco improntato sul tiro dall’arco e in quest’ottica l’acquisto di Meeks assume senso, sebbene il contratto datogli sia ampiamente criticabile. Smith, Monroe e Drummond si pestano i piedi nel frontcourt: probabile l’addio di uno dei tre entro la fine del mercato, con Monroe in cima alla lista. Jennings ha grande talento, ma anche un’intelligenza cestistica inversamente proporzionale alla capacità di segnare da ogni posizione. La panchina assicura buone alternative al quintetto titolare, sperando che con l’arrivo di Van Gundy, il “nostro” Gigi Datome riesca a trovare più spazio in campo.

  • Indiana Pacers, quintetto di partenza: G. Hill, Stuckey, S. Hill, West, Hibbert; coach: Frank Vogel.

Mi duole dirlo, dato che Indiana ha giocato una grande pallacanestro negli ultimi anni, ma quest’anno difficilmente i Pacers potranno puntare in alto. Dopo aver sfiorato la finale NBA l’anno scorso, quest’anno la squadra di Larry Bird si ritrova senza Lance Stephenson (approdato a Charlotte) e senza Paul George a causa del brutto infortunio che gli farà saltare tutta la stagione. E’ impensabile che, senza i due migliori giocatori della passata stagione e senza sostituti dello stesso livello, Indiana potrà ripetersi. Vogel però è un ottimo allenatore e, se dovesse riuscire a trovare un uomo a cui affidare le sorti d’attacco della squadra, i Pacers potrebbero raggiungere i Playoffs.

  • Milwaukee Bucks, quintetto di partenza: Knight, Antetokounmpo, Parker, Henson, Sanders; coach: Jason Kidd.

A concludere questa division NBA della morte, troviamo i Bucks. Dopo due anni di tanking sfrenato, ora la squadra di Milwaukee può vantare un quintetto di grande talento. Stella assoluta della squadra e, molto probabilmente, Rookie of the Year 2014 è Jabari Parker, che a soli 19 anni si trova a capo di una squadra giovane e di talento che potrebbe arrivare ai Playoffs, probabilmente come ottava. Il greco Antetokounmpo ha dimostrato l’anno passato di essere una forza della natura, Knight è un playmaker molto capace e il reparto dei lunghi può difendere bene il ferro senza doversi assumere responsabilità in attacco. Occhi puntati sui Bucks, che potrebbero regalarci grandi sorprese in NBA, con qualche dubbio su Jason Kidd nel ruolo di coach dopo una stagione negativa alla guida dei Nets.

Fonte immagine: sportsbanter.com

Luca Adami