Piero Pelù è al lavoro in Puglia sul set di “Tu non c’eri” sceneggiato da Erri De Luca e tratto dal suo omonimo racconto, per la regia di Cosimo Damiano Damato. Il cantante, che sul suo profilo Facebook tiene costantemente in aggiornamento i suoi fan, ha dichiarato il suo entusiasmo verso lo scrittore: “Erri De Luca, incontrarlo, parlarci, collaborare e scalare la roccia insieme a lui sospesi nel vuoto… la realtà può viaggiare molto più dell’immaginazione!”.

L’esperienza sul set di Piero Pelù inizia l’11 settembre ed egli stesso che commenta con grande stima il lavoro di Erri De Luca e il proprio coinvolgimento affermando che “Tu non c’eri” è “Una storia molto tosta e… rocciosa , per cui sto componendo anche la colonna sonora. Ecco il perché della mia barba lunga”. Il cantante nel film interpreterà la figura di un padre rivoluzionario in conflitto con il figlio che sarà interpretato da Brenno Placido.

Il romanzo e il film si sviluppano attraverso un dialogo immaginario che il figlio intrattiene con il padre, ormai defunto, sui sentieri di montagna a lui cari. “Tu non c’eri” è una storia dolorosa di assenze, scelte e confronto tra due generazioni. Un padre rivoluzionario abbandona il proprio figlio per consegnarsi all’impegno politico, alla lotta armata fino al tragico epilogo che lo conduce alla reclusione in carcere. È un padre che si difende dalle accuse di un figlio sofferente ponendo innanzi le sue scelte, i doveri verso un’ideologia e il desiderio di affermazione della propria coscienza che prendono il sopravvento perfino sul diritto di essere padre. Tra padre e figlio si crea una distanza incolmabile, una totale assenza che il figlio definisce paragonando se stesso e il genitore a“due pezzi isolati che non sono riusciti a dirsi niente”.

Sullo sfondo della montagna il figlio avvia un dialogo immaginario con il padre defunto che lo accompagna fino alla vetta ed alla riappacificazione con la figura paterna. La riappacificazione avviene alla luce di una nuova vita che sta arrivando: “Mi nascerà un maschio. Voglio dirti che sarò padre” dice l’Uomo mentre il Padre inizia la discesa. “E gli darò il tuo nome”. La distanza tra padre e figlio si rivela essere stata, probabilmente, solo apparente e, infatti, l’assenza del padre viene vissuta come un lutto. Il figlio dice di non essersi sentito orfano e di aver sentito, da qualche parte, la presenza del genitore pur sentendosi escluso dalla sua vita.

Il padre sceglie di escludere il figlio dalla sua vita offrendogli paradossalmente tutto il suo essere e il suo spirito trasmettendogli la tenacia, imponendogli le sue scelte e senza mai negare il proprio essere votato alla rivoluzione e all’impegno costante nella lotta politica. Le motivazioni del padre possono essere accettate ma difficili da comprendere dal punto di vista di un figlio abbandonato.

La storia rimanda alle distanze reali che Erri De Luca prese da suo padre da ragazzo anteponendo all’amore il suo desiderio di libertà e il suo destino. Egli stesso afferma: “Tra noi è andata come doveva: succede di finire sparse anche alle schegge di una scalpellatura.”

Alessia Rosano