La lotta all’ISIS continua. Le principali potenze europee ormai non hanno più alcun dubbio: la guerra è l’unico modo per stanare ed estirpare questa nuova minaccia mondiale.

Tuttavia, se alcuni ritenevano che la battaglia contro l’ISIS potesse essere di veloce e breve durata, il ministro David Cameron ha tenuto a precisare che, almeno la Gran Bretagna, sarà impegnata nei prossimi anni, almeno «due o tre» con cacciabombardieri, ma «senza coinvolgimento militare in campo

Gli aerei britannici, oltretutto, potranno affiancare già da stasera quelli americani, ormai impegnati da diversi giorni a bombardare luoghi chiave dei jihadisti dell’ISIS.

Notizie di una nuova battaglia in Medio Oriente non arrivano solo dalla patria dei Windsor, ma anche da uno dei principali paesi scandinavi: la Danimarca. Il premier Helle Thorning-Schmidt ha annunciato che le forze militari danesi invieranno 7 caccia F-16 in Iraq, ma la Siria resterà, almeno per ora, un campo scoperto.

Nel frattempo allarmanti sono le notizie sul reclutamento di nuovi membri tra le file jihadiste. Pare, infatti, che più di 3000 individui di origine europea abbiano abbracciato la causa dell’ISIS dividendosi tra Siria e Iraq, rendendo quindi la minaccia di possibili attacchi in Europa più concreta che mai.

A dare il preoccupante annuncio del sempre più crescente numero di potenziali terroristi di etnia europea, è stato Guilles De Kerchove, coordinatore europeo contro il terrorismo, il quale in una intervista alla BBC ha affermato che non è scontato che la guerra dall’Iraq alla Siria possa spostarsi anche nel vecchio continente. «È stato chiaro con la Francia. Tre giorni fa l’ISIS ha diffuso un comunicato per dire che ci sarebbero state rappresaglie contro la coalizione. Poco dopo in Algeria é stato rapito un francese e ed è stato decapitato: hanno fatto quel che avevano annunciato.»

Mai dare nulla per scontato quindi, l’ISIS è più vicina di quanto possiamo anche solo lontanamente immaginare, ma per nuovi gruppi terroristici che si affermano prepotentemente, non bisogna dimenticare dell’esistenza di quelli vecchi, come al Qaeda, che rappresenta ancora una minaccia a livello globale, soprattutto in questo delicato momento. Infatti, secondo Guilles De Kerchove «[…] la crescita dell’ISIS potrebbe spingere al Qaeda a far qualcosa per mostrare che conta ancora.»

Intanto l’Europa non perde tempo, continuando la caccia ai terroristi. Ѐ di poche ore fa la notizia che nove membri di una milizia vicina all’ISIS sono stati arrestati a Melilla e Nador. Tra di loro anche un ex componente dell’esercito spagnolo, impegnato ad effettuare viaggi tra Marocco, Mali e altri Paesi per reclutare il maggior numero di jihadisti.

Maria Stella Rossi