Dopo tanti rumors, dubbi, indiscrezioni e chiacchiericci vari, i fan dei Pink Floyd hanno ora una certezza: The Endless River sarà ufficialmente pubblicato il 10 novembre.

Nel mondo della musica non si parla d’altro ormai da mesi, da quel tweet di Polly Samson, moglie di David Gilmour, che scatenò gli entusiasmi dei fan annunciando la release del quindicesimo album in studio della storica band formatasi a Londra nel 1965.

Come già si sapeva da mesi, il materiale di The Endless River sarà composto da registrazioni inedite ricavate dal lavoro di produzione di The Division Bell nel 1994, con Richard Wright ancora in vita ma senza Roger Waters, che abbandonò la band nel 1985; si tratterà, dunque, del terzo studio album floydiano privo di Waters, dopo A Momentary Lapse of Reason e, appunto, The Division Bell.

Molti dei dubbi che orbitano attorno a questo inaspettato ritorno riguardano proprio l’assenza di Waters: tra i commenti dei fan sul web, è facile imbattersi in forti perplessità dettate dal fatto che The Endless River possa rivelarsi una semplice reprise di The Division Bell, che, nonostante i 12 milioni di copie vendute, risultò ai più una mezza commercialata new age, oppure una vaga copia di On an Island, terzo album solista di Gilmour del 2006.

Al di là dei gusti personali, è innegabile la differenza, più che lo scarto, tra la linea compositiva di Waters e quella di Gilmour, e i fan della band conoscono ogni centimetro della distanza abissale che separa The Final Cut dai Pink Floyd del dopo-Waters. Per ora, l’anteprima di 30 secondi rilasciata dal sito ufficiale della band svela un assolo di chitarra che pare avvalorare la linea di pensiero degli scettici, ma che, comunque, da sola non rende giustizia ad un album di 18 tracce che, potenzialmente, potrebbe sorprendere più di quanto non si creda.

Proprio l’ultima di queste 18 tracce rivela un altro legame di parentela con i Pink Floyd di vent’anni fa: Louder than Words (unica traccia non strumentale dell’album) è, infatti, stata scritta da Polly Samson, la quale si prestò alla supervisione dei testi di suo marito David per The Division Bell.

Ma come nasce concretamente The Endless River? Gilmour ha, a tal proposito, dichiarato:

“Abbiamo ascoltato oltre 20 ore di musica suonata da noi tre e abbiamo selezionato ciò su cui volevamo lavorare per questo nuovo album. Nel corso dell’ultimo anno abbiamo aggiunto delle parti nuove, ri-registrato delle altre e reso attuale la vecchia tecnologia di studio di allora, in modo da avere un nuovo album dei Pink Floyd da 21° secolo.”

Ben chiaro è come i Pink Floyd realmente non esistano più e come The Endless River non sia altro che rumore bianco in versione full-length, ma, anche prima dell’ascolto, non può esserne ignorabile l’importanza storica. Il quindicesimo album della band – spiega il batterista Nick Mason – “è un tributo a Rick (Wright, ndr), un modo per riconoscergli che ciò che faceva e come suonava era proprio il cuore del suono dei Pink Floyd“.

Paradossalmente, data la natura retroattiva dell’album, l’unico “componente” di cui i Pink Floyd di The Endless River saranno effettivamente orfani non fa parte della band. Stiamo parlando di Storm Thorgerson, designer e fotografo inglese, storico autore della maggior parte delle copertine dei Pink Floyd e non solo. Thorgerson, a cui l’ultima Biennale di Venezia ha dedicato una retrospettiva, è stato stroncato da un cancro nell’aprile del 2013 e con lui la band ha perso la radice di quella componente grafica e visuale che magicamente si coniugava alle atmosfere ammalianti del sound floydiano. L’arcigno compito di rimpiazzarlo è stato affidato ad Ahmed Emad Eldin, artista egiziano di appena 18 anni, la cui onirica suggestione di un oceano di nuvole solcato da una barca a remi ha stregato David Gilmour a tal punto da definirla “enigmatica e aperta a varie interpretazioni, perfetta per un album intitolato The Endless River”. La cover dell’album costituisce, però, un ulteriore cavillo attorno al quale certe critiche preventive si sono espresse, lamentandone una sostanziale mancanza di originalità.

La vigilia dell’uscita di The Endless River prosegue, dunque, in maniera un po’ tormentata, alternando enormi campagne pubblicitarie fatte di installazioni promozionali in dieci città tra cui Milano e, ovviamente, Londra, allo scetticismo (quasi) generale, rinforzato dalle parole di Roger Waters che, vent’anni dopo aver definito The Division Bell “robaccia senza senso”, ha tenuto a far sapere che non ascolterà il nuovo album..

Ad ogni modo, il 10 novembre le carte saranno scoperte e i fan di una delle più grandi band della storia avranno modo di capire se le proprie high hopes siano state ben riposte o meno.

Cristiano Capuano