Catalogna, Spagna – Otto giorni dopo l’approvazione della legge sulla consultazione popolare del Parlamento catalano, arriva, nella giornata di oggi, la firma del decreto sulla sua convocazione. Il Presidente della Generalitat, Artur Mas, ha firmato l’atto a Barcellona, in presenza dei rappresentanti del Parlamento catalano e dei gruppi politici che sostengono la votazione. L’oggetto dell’atto è “conoscere l’opinione sul futuro politico della Catalogna”.

Artur Mas ha dichiarato: “Vogliamo votare, vogliamo decidere e ora abbiamo la possibilità di farlo, la Catalogna vuole parlare, vuole essere ascoltata e vuole votare”, ma ha rassicurato i cittadini spagnoli che l’intenzione dei catalani è quella di “mantenere vivo il legame di fratellanza che ci unisce, perché è forte e profondo” e che bisogna “continuare insieme”, ma devono “risolvere la questione in sospeso con la democrazia. Questo è il nostro compromesso”, ha dichiarato.

In Catalogna, spiega Mas, “esiste una maggioranza sociale, un ampio consenso politico, che riconosce la Catalogna come una nazione e stato, nonostante la diversità ideologica”, ma c’è anche chi, secondo Mas, può dire no. A questa parte, il presidente della Generalitat Catalana ha detto di essere pronto a raggiungere un compromesso, ma “non possiamo cadere in un immobilismo vestito da presunta legalità, rispetto ad altri stati che parlano e si mettono d’accordo per lasciar parlare”.

Il documento firmato da Mas dichiara la data della votazione: 9 novembre, per votare i quesiti referendari che hanno concordato i leader dei partiti catalani come Convergència i Unió, Esquerra Republicana, Iniciativa-Esquerra Unida y la Candidatura de Unitat Popular. Le domande che i catalani si troveranno di fronte sono due: Volete che la Catalogna sia uno Stato? E, nel caso di risposta affermativa: Volete che questo Stato sia indipendente? Chiare e nette, le domande che preoccupano Madrid e l’intera Europa, dopo la fibrillazione dovuta al referendum scozzese.

Inizia la campagna, perché dal momento della firma le istituzioni pubbliche possono dare il via alla pubblicità per spiegare ai cittadini come si vota e perché si vota. La Generalitat è talmente determinata che ha anche aperto un sito web con le informazioni necessarie sul 9-N.

Ma da Madrid il Governo di Mariano Rajoy si fa subito sentire, l’esecutivo spagnolo vuole fermare il referendum indipendentista, per cui annuncia che sarà fatto immediatamente ricorso al Consiglio di Stato. Dalla Cina, Rajoy fa sapere che la risposta sarà talmente rapida che il Consiglio di Stato potrebbe riunirsi stesso nella giornata di oggi, nonostante la sua assenza.

C’è già stato un antecedente che non andò a buon fine, quando il Tribunale Costituzionale annullò nel 2008 con unanimità dei suoi magistrati l’intento del governo basco di fare una consultazione popolare simile a quella che oggi Mas vuole fare in Catalogna. A questo punto, in Spagna, può accadere di tutto.

https://www.youtube.com/watch?v=cGPb9UfFAQQ

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.